Fotoscrittura di viaggio: l’arte di scrivere e fotografare emozioni

Scrivere e fotografare sono due attività profondamente legate l’una all’altra. Spesso, nel corso del tempo, si è pensato che la scrittura avesse una certa superiorità rispetto alla fotografia ma così non è. Lo dimostrano scrittori e fotografi che, in tanti, si sono impegnati nell’arte di scrivere e fotografare riscuotendo ottimi successi. Fotografare, in fondo, è solo un modo diverso di esprimere pensieri e sensazioni.

Invece di usare la penna, il fotografo ricorre alle immagini. E non è neanche detto che usi soltanto quelle. Anzi, nella storia di fotografia e scrittura sono molti gli esempi di artisti impegnati in entrambe le attività. La combinazione di fotografia e scrittura da vita a quella che io chiamo FotoScrittura, una sorta di nuova disciplina che tenta di fondere in modo originale e armonioso l’arte di scrivere e fotografare realizzando un prodotto completo e finito come lo sarebbero un romanzo o un servizio fotografico.

Nella sezione “Parliamo di Fotografia” del mio blog troverete diversi articoli in merito che vi aiuteranno a conoscere più da vicino questo nuovo modo di esprimere se stessi e le proprie emozioni e conosceremo quelli che sono stati i fautori di questa disciplina e che hanno, per primi, tentato di applicarla concretamente. Da appassionata di fotografia e scrittura, ho deciso di investire un po’ del mio tempo per diffondere creazioni visive e testuali e condividerle con un pubblico più ampio.

Amo fermare un’emozione, una luce, un colore, un attimo in uno scatto e bloccarlo nel tempo. Amo raccontare il modo in cui il mondo ha impatto su di me, facendolo uscire dalle mie idee, dalle mie mani, scrivendone. Allo stesso tempo quando scrivo un nuovo racconto di viaggio lavoro con le parole e le immagini e cerco di dar loro una forma perché scrivere e fotografare rappresentano due potenti strumenti d’arte, entrambi in grado di regalare all’eternità memorie uniche attraverso le immagini in generale e le parole.

E’ vero che, a volte, immagini e parole si completano da sole e  leggere senza avere delle immagini a disposizione stimola la fantasia e l’immaginazione ma cosa sarebbe il racconto di un viaggio o la descrizione di un luogo in cui si è stati senza una fotografia reale di quanto abbiamo vissuto? La scrittura e la fotografia, combinate insieme, riescono ad associare un volto ad un nome o dei colori ad un posto, ad esempio.

E quando lavorano in simbiosi e raggiungono l’integrazione possono facilitare il lettore ad immedesimarsi in quello che scriviamo e aiuta noi a fissare in modo definitivo un ricordo importante, triste o felice che sia, che non vogliamo lasciar andare. Su questo punto concorda Isabel Allende che, nel suo romanzo Ritratto in seppia del 2000, scriveva: “la fotografia e la scrittura costituiscono un tentativo di cogliere quegli istanti prima che svaniscano, di fissare i ricordi per dare un senso alla vita”.

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