Festa di San Valentino: storie e tradizioni nel mondo

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di Sara Scarfò

La festa di San Valentino è la festa degli innamorati per eccellenza, dove per 24 ore ci si può lasciar coccolare dalle dolcezze dell’amore celebrandolo in tutte le sue forme. Ma la festa di San Valentino non è solo una semplice ricorrenza per festeggiare chi si vuole bene con cioccolatini, cenette romantiche e quanto altro, infatti, racchiude in se miti e leggende di origine antichissima.

Per gli antichi Romani il mese di febbraio era il mese in cui ci si preparava per accogliere la primavera, considerato il periodo della rinascita. Era quindi consuetudine dare inizio ai riti di purificazione in cui le case venivano pulite e cosparse di sale e farine al fine di potare fortuna e fertilità. Alla metà del mese ci si dedicava alla celebrazione del dei Lupercali: dei che avevano il particolare ruolo di allontanare i lupi dai campi. Sin dal IV secolo a.c i Luperici rendevano omaggio al dio Lupercus attraverso singolari riti e sacrifici propiziatori compiuti nella grotta in cui, secondo la leggenda, la Lupa allattò Romolo e Remo.

Durante i giorni della celebrazione, le strade della città venivano sparse con il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità, ma il vero proprio rituale consisteva in una vera e propria lotteria dell’amore: i nomi di uomini e donne, fedeli al Dio, venivano inseriti in un urna e successivamente mescolati. A caso poi venivano pescati i nomi di una coppia di uomini e donne, che al fine di portare a compimento il rito della fertilità, avrebbero per un anno vissuto in intimità.

Con il passare dei secoli questo rito “licenzioso” fu propriamente sostituito dai padri precursori della Chiesa che decisero di sostituire l’immorale Lupercus con la figura di un santo che incarnasse i principi di amore puro. Nel 496 d.c Papa Gelasio pose fine al rito pagano e istituì la festa in onore del vescovo Valentino.

San Valentino nacque a Terni il 175 d.c, e dedicò tutta la sua vita alla comunità cristiana e alla missione di conversione dei pagani. Fu consacrato vescovo a soli 25 anni, dal Papa San Feliciano, ed è considerato patrono degli innamorati, poiché la leggenda lo ricorda come il primo a celebrare l’unione tra un legionario pagano e una giovane  cristiana. La vicenda di San Valentino, però, presenta due finali differenti.

Nella prima versione il Santo fu imprigionato e flagellato lungo la via Flamina, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Nella seconda  versione, invece, si racconta che il vescovo Valentino, famoso per aver celebrato la prima unione tra un pagano e una cristiana, fu condotto innanzi all’imperatore Claudio II, che tentò di persuaderlo per riconvertilo al paganesimo. Ma San Valentino non si lascio’ convincere e tentò, imprudentemente, di avvicinare l’imperatore alla parola di Cristo, cosa che gli costò la vita.

La storia vuole che mentre San Valentino era in prigione in attesa dell’esecuzione, si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano Asterius, e con la sua fede avesse ridato la vista ala fanciulla. Prima di morire, si narra che Valentino avesse inviato un messaggio di addio alla sua amata, e la celebre frase finale così recitava: “Dal vostro Valentino”, una frase che nei secoli avvenire divenne simbolo del Vero Amore.

San Valentino è una festa celebrata in tutto il mondo e non sempre e solo semplicemente attraverso scambi di doni o altri beni materiali come fiori o cioccolatini. In Kenya per esempio, è tradizione che le donne donino al proprio sposo una zucca colma di vino di palma, ricevendo in cambio un pezzo di focaccia di tiglio per poi ,inseguito, bere dalla “coppa dell’amore”.

In molte altre culture, ben lontane dalla nostra, è tradizione dimostrare  il proprio amore attraverso vere e proprie prove di coraggio, come con cosiddetta “prova del tronco”, diffusa tra alcune popolazioni del Brasile, in cui i giovani innamorati si sfidano correndo per 6 km con un tronco di barauna. Il vincitore conquista il diritto di ballare con l’amata. Per la tribù dei Wodaabe, nel Niger, le ragazze sono chiamate a scegliere il proprio compagno tra tutti i ballerini partecipanti alla gara di danza organizzata per la celebrazione della festa, che, in quell’occasione indossano collane e copricapi colorati.

In Ungheria, nel giorno di San Valentino, c’è usanza che ragazzi e ragazze vadano nei boschi a raccogliere i bucaneve da donare alla persona amata, mentre in Galles è tradizione regalare dei cucchiai di legno intagliati.  Nel mondo islamico la tradizione, invece, prevede che l’uomo dimostri il suo amore con delle prove di resistenza al dolore: la tradizione, vuole infatti, che come pegno d’amore, l’amato doni un fazzoletto impregnato del sangue, segno di coraggio e forza.

Nella tradizione Cinese è previsto che il settimo giorno del settimo mese lunare, sia una data legata ad una leggenda che narra di un amore impossibile tra una fata ed un comune mortale, separati dalla  Via Lattea. La storia vuole che ogni anno, nel medesimo giorno, i due amanti riescano a rincontrarsi, attraversando un ponte costruito grazie all’ausilio di uno stormo di uccelli che impietosi dalla vicenda dei due innamorati, decise di aiutarli creando un collegamento tra la terra e la Via Lattea.

Tra tutti i modi per celebrare la festa degli innamorati, forse la nazione che segue la tradizione più singolare è il Giappone: qui le vere protagoniste sono le donne che regalano cioccolatini al proprio innamorato, alla persona a cui vogliono dichiarare il loro amore, ma anche ai colleghi, ai datori di lavoro e agli amici.

Gli uomini che hanno ricevuto il dono di San Valentino, hanno poi l’obbligo di ricambiare un mese dopo, esattamente il 14 marzo, donando del cioccolato bianco nel giorno denominato White Day. Onde evitare equivoci, esistono due tipi di cioccolatini: l’Honmei Choco che viene donato solo al ragazzo di cui si è innamorati, e il Giri Choco, legato ai sentimenti di amicizia e riconoscenza. Per chi è rimasto a bocca asciutta, non dovrà far altro che offrire spaghetti al nero di seppia il giorno del Black Day  che ricorre il 14 aprile.

Indipendentemente da come si festeggi, la festa di San Valentino resta pur sempre un giorno da passare tra le braccia della persona amata o accanto a chi si vuole bene, quindi buon San Valentino a tutti gli innamorati e non.

4 Comments

      1. Naturalmente non si regalano le stesse cose a colleghi o al proprio ragazzo: è il tipo di dolce al cioccolato a far la differenza. Ai colleghi può bastare una confezione di cioccolatini del supermercato, per una persona a cui si tiene è d’obbligo acquistare in pasticceria o, ancor meglio, fare un dolce con le proprie mani! 🙂

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