Festa dei morti in Sardegna: origini, tradizioni, dolci

Svegliarsi la mattina con una buona colazione è importante ma se la colazione è speciale può cambiarti la giornata e magari anche insegnarti qualcosa di nuovo. E così è successo nel nostro weekend a Cabras, organizzato in occasione del ponte del primo novembre e, in particolare della Festa dei morti. Una festa, questa, che in Sardegna assume delle connotazioni davvero uniche. Ne approfitto per condividere con voi le conoscenze apprese, sperando di soddisfare a la vostra curiosità. Per voi le origini e la storia della festa dei morti in Sardegna.

Festa dei morti in Sardegna

Origini della festa dei morti in Sardegna

La festa dei morti in Sardegna è un momento particolare dell’anno così come nelle aree celtiche e anglosassoni del mondo. A differenza della festa dei morti in Sardegna, la tradizione di Halloween viene ricollegata all’antica celebrazione celtica chiamata Samahin, momento in cui la stagione della luce finiva e iniziava quella delle tenebre, una sorta di capodanno per questi popoli. Per loro l’anno iniziava infatti il primo novembre. Il mondo agricolo era strettamente legato a tempi naturali e ai ritmi biologici ed era questo il periodo in cui la stagione della luce finiva e iniziava quella del buio e del riposo.

Si riteneva che durante questa notte il confine tra il mondo dei vivi e quello delle anime si assottigliasse fino a scomparire. Per l’importanza che rappresentava nel mondo pagano, Gregorio IV istituì “Ognisanti” come festività cattolica, in inglese “all hallows even” poi diventato Halloween. A ben vedere, dunque, nessuna origine occulta per questa festa, ma rinnovata consapevolezza delle proprie radici.

Festa dei morti in Sardegna: tradizioni

Conosciuta con vari nomi come “su mortu mortu” o “is animeddas“, questa festività offre uno sguardo affascinante sulle radici storiche e le credenze della cultura sarda. Durante questa giornata, le strade dei paesi si animano di colori, luci e dolci tradizionali, mentre le famiglie si riuniscono nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari defunti.

La visita ai cimiteri:

La Festa dei Morti in Sardegna inizia con la visita ai cimiteri, dove le tombe vengono preparate con amore e cura. Le famiglie puliscono le lapidi, le adornano con fiori e le decorano con candele accese. I garofani rossi sono i fiori più diffusi, simbolo di amore e passione che testimonia il legame eterno tra i vivi e i defunti.

La tavola dei defunti:

Nelle case, viene allestita una tavola speciale chiamata “tavola dei defunti” o “tavolino dei morti”. Su questa tavola vengono disposti dolci tipici della festa, come “pistoccus” e “gattòle”, insieme a frutta secca e vino. L’obiettivo è quello di invitare le anime dei defunti a condividere il cibo preparato in loro onore. Questo gesto di ospitalità è un modo per dimostrare l’amore e la gratitudine verso i propri cari che non ci sono più.

Il pane dei morti:

Un elemento centrale della Festa dei Morti in Sardegna è il “pane de su mortu” o “pani de is animeddas”, un tipo speciale di pane preparato in occasione della festa. Questi pani possono avere forme diverse, come croci o ghirlande, e vengono consumati durante la celebrazione o lasciati sulle tombe dei defunti.

Le luminarie e le fiaccolate:

Durante le notti dell’1 e del 2 novembre, molte località sarde si illuminano con luminarie e fiaccolate in onore dei defunti. Le vie dei paesi e i cimiteri vengono decorati con luci e candele, creando un’atmosfera suggestiva e commovente. Questo spettacolo di luci simboleggia la luce della speranza che guida le anime dei defunti nel loro viaggio verso l’aldilà.

Le credenze popolari:

In alcune comunità, esistono credenze popolari legate alla Festa dei Morti. Si ritiene, ad esempio, che le anime dei defunti tornino a visitare i propri cari durante questa festività. Per accoglierle, alcune persone lasciano una finestra aperta o un bicchiere d’acqua sulla tavola dei defunti. Questi gesti simbolici rappresentano l’attenzione e l’affetto dei vivi nei confronti delle anime dei propri cari.

Dolci tipici: festa dei morti in Sardegna

Il mio viaggio a Cabras è iniziato proprio in concomitanza con la festa dei morti in Sardegna e mi ha lasciato tanti ricordi bellissimi. Uno dei più belli e anche più gustosi mi riporta alle pippias de zuccuru! Le pippias de zuccuru le ho provate per la prima volta a colazione a Cabras nel BB Da Elena dove ho soggiornato. Al risveglio siamo scesi al piano terra per fare colazione e ci aspettava una tavolata imbandita di dolci tipici sardi, pane e marmellata, succhi di frutta: tutto naturale e fatto a mano direttamente da Elena, secondo l’antica tradizione sarda. E svegliarsi la mattina con una colazione così è davvero il massimo per me!

La colazione, specialmente per un viaggiatore che resta in giro tutto il giorno, è fondamentale: deve essere abbondante, ricca e, soprattutto, genuina. Su richiesta, Elena ci ha messo a disposizione anche alcuni prodotti salati, come formaggio e prosciutto. Insomma, non potevamo chiedere di più. Era tutto squisito ma ad incantare le mie papille gustative sono stati soprattutto i papassini e le pippias de zuccuru che, tradotto letteralmente, significa “bambine di zucchero“, per la loro forma somigliante a quella di una bambola. B U O N I S S I M E, grazie Elena!

I dolci offerti sia durante la tavola dei defunti, allestita nelle case per onorare le anime dei cari defunti, sia nei cimiteri sono un omaggio importante alle tombe dei defunti con un significato speciale e simbolico legato alla festività. Ma le pippias de zuccuru  non sono gli unici dolci preparati in quest’occasione. Eccone altri tipici della Festa dei Morti in Sardegna:

  • Pistoccus: I “pistoccus” sono piccoli biscotti tipici, spesso decorati con forme diverse come fiori, croci o animali. Sono preparati con farina, zucchero, uova, strutto e lievito, e vengono aromatizzati con scorza di limone o arancia. I pistoccus sono dolci semplici e gustosi, spesso accompagnati da vino o liquore.
  • Gattòle: Le “gattòle” sono piccole ciambelle dolci preparate con una pasta simile a quella dei pistoccus, ma arricchita con scorza di limone e grappa. Vengono di solito intrecciate per formare una caratteristica forma a spirale. Le gattòle sono molto popolari durante la Festa dei Morti e spesso sono presenti sulla tavola dei defunti.
  • Coccoi a Pitzus: Questo è un dolce tradizionale sardo a base di pasta lievitata che viene farcita con miele, frutta secca, mandorle, uvetta e scorza d’arancia. La pasta viene poi intrecciata per ottenere una forma a sacchetto. Il coccoi a pitzus è un dolce elaborato e gustoso, spesso preparato in occasioni speciali, compresa la Festa dei Morti.
  • Casadinas: Le “casadinas” sono un altro dolce tradizionale della Sardegna, conosciuto anche come “formagelle”. Si tratta di piccole sfoglie ripiene di formaggio fresco o ricotta dolce, aromatizzate con scorza di limone e vaniglia. Possono essere fritte o al forno e sono un piacere da gustare durante la festività.
  • Amaretti: Gli “amaretti” sono biscotti dolci e aromatici, preparati con mandorle, zucchero e albumi d’uovo. La loro caratteristica forma rotonda e la fragranza delle mandorle li rendono irresistibili e molto amati durante la Festa dei Morti.

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