Escursione al Parco della Giara tra gli ultimi cavalli selvaggi d’Europa

Immaginate di regalarvi un pomeriggio immerso nella natura incontaminata, lontana da inquinamento, caos e rumore, quale posto vi verrebbe in mente? A me il Parco della Giara, una vasta zona di territorio situato nel cuore della Sardegna che ho avuto il piacere di visitare in occasione del weekend #aroundTuili. Ad accompagnarci nell’escursione è Roberto Sanna, guida ambientale del parco e un clima mite decisamente primaverile. 

E la primavera è, forse, uno dei momenti migliori per visitare il Parco della Giara che si riempie di colori e profumi indescrivibili, sentieri e angoli fioriti che accolgono il cisto in fiore, violette, ciclamini e orchidee selvatiche e di ranuncoli  bianchi che ricoprono completamente i “Paulis”, enormi distese d’acqua naturali di cui l’area è ricca regalando al visitatore un’esperienza davvero unica.

Accanto a tutto questo che già da solo vale l’escursione, il Parco della Giara è famoso per essere la casa di ospiti molto speciale: i cavallini della Giara, che qui pascolano tranquilli, indisturbati e completamente allo stato brado, cibandosi dei ranuncoli che fioriscono sulla superficie dell’acqua. Ma perché i i cavallini della Giara sono così unici nel loro genere. Perché sono selvaggi, anzi gli ultimi cavalli selvaggi d’Europa.

Durante l’escursione al Parco della Giara ho avuto la fortuna di ritrovarmi faccia a faccia con alcuni di loro ed è stato un momento davvero magico. Non è possibile avvicinarsi troppo perché essendo cavalli non addomesticati sopportano mal volentieri la presenza dell’uomo anche se, certo, una visita dopo l’altra, hanno perlomeno iniziato a tollerarla.

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Ma i cavallini della Giara non sono le uniche attrazioni interessanti del Parco della Giara. Oltre all’eccezionale flora e a tutti gli animali che rappresentano la ricca fauna del parco, sull’altipiano della Giara si ritrovano antichissime testimonianze della frequentazione umana di questo territorio risalenti al Neolitico. Tra “Domus de Janas”, resti di ceramica, selce e ossidiana e torri nuragiche usate all’epoca come punti di vedetta il passato è a portata di mano… e di fotocamera.

In particolare, la nostra escursione si conclude con la visita  alle celebri “Pinnettas”, tipiche capanne simili a quelle del periodo nuragico, utilizzate dai pastori come rifugio fino a 50 anni fa. Roberto, la nostra guida, ci ha permesso di visitarle anche all’interno e ci ha spiegato il loro uso e le tecniche impiegate per la loro costruzione, rendendo la loro storia davvero affascinante e suggestiva.

Non posso concludere il mio racconto della visita al Parco della Giara, però, senza accennare ai meravigliosi scorci su Tuili di cui è possibile godere sia arrivando che andando via e, ovviamente, in molti punti panoramici dell’area. Insomma, questo posto merita davvero. Per approfondire, chiedere altre informazioni e prenotare l’escursione potete visitare il sito del Parco della Giara,  inviare una mail ad info@jara.it o chiamare direttamente lo 070/9364277.

E dopo la visita, tornate qui e fatemi sapere com’è andata!

Per altre foto, segui l’hashtag #aroundTuili sul mio profilo Instagram!

2 Commenti

  1. Anna Maria

    Leggo e rileggo l’articolo e riscopro sempre cose; ora mi è sembrato di soggiornare in una invitante Pinnetta come se fossi in un Trullo. Belli, bello, bellissimo!

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