Donne, diffidate di chi vi dice che viaggiare da sole non è pericoloso

Solo traveller, donne che viaggiano da sole. Che girano per il mondo in compagnia del proprio zaino. Senza timore, spinte da curiosità e spirito di avventura. Lo sono stata anch’io. Ricordo ancora il mio primo viaggio in solitaria a Londra, che esperienza magnifica! Mi sentivo doppiamente emozionata e preoccupata perché non era solo la prima volta che viaggiavo da sola ma anche la prima volta che “viaggiavo” nel vero senso della parola. Non c’erano Skype, Facebook né tutte le piattaforme social che esistono oggi e con cui ci si può tenere in contatto. Già  altri tempi è vero ma forse il mondo era un posto migliore. 

Le donne che viaggiavano da sole si contavano sulle dita di una mano. Il fenomeno è cresciuto negli ultimi decenni, infatti grazie ad internet che ha cambiato l’idea tradizionale del viaggio, rendendolo più accessibile a tutti, in particolare alle donne, tant’è che leggendo blog di viaggio e quotidiani online la figura della donna che viaggia da sola appare ormai quasi mitizzata. Tutti spendono parole di apprezzamento ed elogi poetici per la viaggiatrice solitaria, descrivendola come una donna coraggiosa che ha la forza di inseguire i propri sogni. Raramente, però, ricordano i pericoli seri che si possono correre, viaggiando da soli, soprattutto in quanto donne. 

in tante lo hanno fatto e continuano a farlo, è vero. Tranquillamente e senza che sia loro capitato mai nulla di spiacevole. Ma ce ne sono altre che non sono così fortunate o scrupolose, complice la giovane età ma anche il messaggio fuorviante, inviato dai mass media e dagli organi di informazione, che le donne che viaggiano da sole non corrono rischi. Sono al sicuro. Che non può succedere loro niente di male. Che viaggiare da sole è un diritto come un altro. Purtroppo, i fatti di cronaca ci mostrano il lato oscuro del viaggio in solitaria e raccontano un mondo reale meno rassicurante di come viene descritto.

Vi ricordate la storia di Giuseppina Pasqualino di Marineo? Da tutti conosciuta con lo pseudonimo di Pippa Bacca, Giuseppina aveva intrapreso, fin dal 1997, la strada dell’arte performativa. Fu violentata e uccisa a Gebze, in Turchia, nel 2008 da un uomo che le aveva dato un passaggio durante la performance itinerante Spose in Viaggio, con cui si proponeva di attraversare, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo e per dimostrare che si può viaggiare senza pericoli.

Stessa tragica sorte per le due giovanissime ragazze argentine Maria Coni e Marina Menegazzo di soli 22 e 21 anni, in vacanza a Montanita, in Ecuador, nel 20016. Rimaste senza soldi, accettarono l’ospitalità di due uomini, che avevano offerto loro un posto per dormire. Si sono fidate, sbagliando, in buona fede, credendo che sarebbero state aiutate ed, invece, sono state stuprate, uccise e chiuse in un sacco della spazzatura. Non erano neanche da sole. Viaggiavano in due eppure non ci sono più e la loro scomparsa lascia tanta tristezza ed un incredibile senso di impotenza.

C’è poi il caso più recente di quella ragazza messicana di 25 anni, Maria Mathus Tenorio. Anche lei amava viaggiare ed era partita da sola per un lungo viaggio che, purtroppo, si è concluso drammaticamente sulla spiaggia di El Carmen, in Costa Rica, prima tappa del suo itinerario, dove è stata uccisa dopo essere stata violentata e uccisa da due uomini. “Viaggiare da soli non dovrebbe essere pericoloso” hanno “gridato” in coro molte donne dopo il terribile accaduto. Purtroppo, però, il mondo in cui viviamo lo è.

Queste donne sono state disattente, superficiali o semplicemente sfortunate? Il rischio è di pensare che a noi non possa mai capitare perché  siamo più “brave”. Ma la sfortuna esiste ed esistono persone cattive e senza scrupoli, contro le quali anche i migliori accorgimenti potrebbero non essere sufficienti. Certo, in un mondo perfetto, qualunque persona dovrebbe essere libera di andare dove vuole, quando vuole, con chi vuole e anche da sola. Ma la verità è che non viviamo affatto in un mondo perfetto e il “diritto” di viaggiare da sole (o da soli), seppure giustamente reclamato, non può essere garantito.

Purtroppo.

2 Commenti

  1. graziella

    non è possibile e non è accettabile che una donna perda la vita in questo modo a causa di esseri…. perché non sono uomini, che non hanno rispetto per la vita! Purtroppo è anche vero quanto sostiene questo post. La libertà di una donna deve per forza fare i conti con la cattiveria del mondo in cui viviamo.

    Grazia

  2. Flora

    La libertà per una donna è pura utopia fincchè certi mostri con connotati umani vivranno a contatto con le persone. Ci vogliono punizioni severe e drastiche per questi malati mentali.

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