Cosa vedere nel quartiere St. George a Staten Island, la New York dimenticata

Siamo approdati a Staten Island dopo una breve traversata a bordo dello Staten Island Ferry, il battello giornaliero che traghetta turisti e pendolari dall’isola di Manhattan (una delle cose gratis che vi consiglio di fare a New York) e dopo aver finalmente ammirato il monumento più famoso della città, la Statua della Libertà. In rete avevo trovato ben poco su questo quartiere di New York e fino all’ultimo non sapevo se inserirlo a pieno titolo nell’itinerario della settimana o limitarmi semplicemente allo sbarco e alla risalita sul traghetto.

Che poi è quello che fanno praticamente tutti. Sono in pochi quelli che decidono di lasciare il St. George Terminal per visitarne i dintorni. Di solito quello che fanno è fuggire sul primo traghetto disponibile e tornare indietro. Quello che non sanno (e che nemmeno io sapevo prima di iniziare a documentarmi per scrivere questo articolo) è che sulla costa nord di Staten Island saranno investiti ben centinaia di milioni di dollari per la costruzione di nuove aree abitative e commerciali.

Nel nostro caso, comunque, alla fine la curiosità ha avuto la meglio e così ci siamo avventurati fuori al molo del terminal, un po’ smarriti nel cercare di capire cosa fare e dove andare anche perché indicazioni “verso la città” non ce n’erano e siamo andati un po’ a tentativi. Pochi metri dopo l’uscita il primo benvenuto lo riceviamo dai gabbiani che, in cerca di cibo, sono tutti in agguato davanti al St. George Terminal. Più avanti ci viene in soccorso un bel cartello di benvenuto con la sua rassicurante scritta “Welcome to St. George“.

Ma cos’è questo St. George? St. George  è il quartiere più popolato di Staten Island e quello che ospita alcuni dei luoghi di interesse più importanti dell’isola. Prima tra tutti, il Borough Hall, il palazzo del Municipio in stile in stile rinascimentale progettato da Carrere e Hastings nel 1998 che si trova proprio di fronte al terminal dello Staten Island Ferry e il teatro che porta lo stesso nome del quartiere, il St. George Theatre, un anonimo edificio dall’esterno che racchiude decenni di vaudeville e cinema americano.

Il nostro tour di Staten Island prosegue  su St Marks Place dove sorge la nuova Chiesa Brighton Heights Reformed con il suo tetto a punta. Quella originaria realizzata nel 1863 deteneva il titolo di City Landmark per la sua importanza storica ma è stata demolita nel 1996 in seguito ad un’incendio che l’aveva quasi completamente distrutta. Procediamo oltre e percorriamo St Marks Place passando tra aree di parcheggio, le tipiche case in brownstones, i mattoncini rossi, la scuola superiore Ralph Mckee e il Nicholas Lia Memorial Park, dedicato ad un eroe nativo di Staten Island ucciso durante la Guerra del Vietnam.

Giunti all’incrocio con Wall Street iniziamo la discesa verso Richmond Terrace, una strada che si estende per ben 5 chilometri e che è per questo considerata la più lunga a New York tra quelle che si chiamano “Terrace”. Da questo punto è impossibile non notare il Richmond County Bank Ballpark, lo stadio degli Staten Island Yankees, la squadra di baseball locale, che milita nella lega minore. Ma, aspettate, non andate ancora via perché il punto forte di St. George e forse di tutta Staten Island arriva adesso.

Prendete una delle strade che vi conducono fino alla passeggiata pedonale del North Shore Waterfront Esplanade. Qui si aprirà davanti a voi un incredibile panorama su Manhattan e sull’Upper Bay, la celebre baia di New York. Godetevelo e poi dirigetevi verso lo Staten Island September 11 Memorial, un’enorme scultura bianca dal titolo “Postcards” progettata dall’architetto newyorkese Masayuki Sono che incornicia tra due ali il luogo dove prima sorgevano le Torri Gemelle.

Un posto decisamente speciale concepito con l’intento di rendere omaggio ai 274 residenti di Staten Island morti negli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 e nel 1993 al World Trade Center che non può non toccare il cuore e riportare alla mente la disperazione di quei tragici eventi in cui hanno perso la vita migliaia di persone. E basta attraversare lo spazio tra le due ali per sentirsi un tutt’uno con loro leggendo i loro nomi, le loro date di nascita, i luoghi in cui lavoravano tutti scolpiti su delle particolari targhe di granito.

Particolari perché non sono semplici targhe che riportano un’iscrizione. Hanno una forma sagomata che ricorda il profilo dei volti di ognuno dei residenti caduto vittima del terrorismo, volti che guardano tutti insieme nella stessa direzione, l’attuale Ground Zero, dove oggi al posto delle Twin Towers, ci sono due grandi vasche di granito piene d’acqua, scavate fino a una profondità di quattro metri, che riflettono l’assenza degli edifici ma soprattutto delle persone che in quegli edifici hanno perduto la vita.

Andiamo via con un nodo alla gola e con la dimostrazione evidente di come una scultura e l’arte in generale riesca a toccare il nostro animo così profondamente e tornando verso il terminal dei traghetti per Manhattan, è inevitabile ripensare a quanto abbiamo visto e provato stando lì tra le due pareti con lo sguardo rivolto verso il Upper Bay e verso i grattacieli di New York. Vorrei non dovervi consigliare di visitare questo Memorial perché avrei preferito che non ci fosse stato il bisogno di farne uno e che tutte quelle persone fossero ancora vive tra noi.

“Purtroppo”, c’è.  Quindi, andateci. Sono sicura che vi commuoverà così come ha commosso me!

Scrivere articoli richiede moltissimo tempo e impegno. Se il post ti è piaciuto, aiutami a condividerlo: a te non costa nulla, per me è davvero importante!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

2 Risposte a “Cosa vedere nel quartiere St. George a Staten Island, la New York dimenticata”

  1. Articolo speciale e commovente; par di essere presente in quel “sacro” luogo. Complimenti!

  2. Sono stata solo una settimana a New York, ma l’ho amata fin dal primo momento. Inizialmente volevo inserire anche io Staten Island nel mio itinerario, poi non ce l’ho fatta perché le cose da fare per la prima volta erano davvero tantissime… ma ho intenzione di tornare ancora a New York, la prossima volta ci faccio sicuramente un salto! Adoro i luoghi un po’ meno turistici ma forse più “autentici”. Bellissime foto comunque!

Lascia un commento