Cosa vedere nel quartiere di Harlem: il mio itinerario a piedi

Prima di partire per New York, mi ero ripromessa che, cascasse il mondo, sarei andata vedere il quartiere di Harlem, cuore della comunità afroamericana, situato a nord dell’isola di Manhattan anche per regalarmi finalmente l’esperienza di assistere ad un’autentica messa cantata da un coro gospel. E l’avevo inserito nell’itinerario, nero su bianco, tra le tappe della domenica, il nostro primo vero giorno nella Grande Mela. Dopo un lungo viaggio intercontinentale, però, devo ammettere che la stanchezza si sentiva e anche tanto.

Il giorno precedente era stato massacrante… avevamo rivisto un letto dopo quasi 24 ore e al risveglio non sapevamo più cosa fare, se confermare quella scelta fatta in precedenza oppure se cambiare del tutto “destinazione”. Ero restia al fatto di non potermi catapultare subito tra Central Park, Times Square, la Statua della Libertà, tutti luoghi che ho sempre sognato di vedere ma bisognava considerare alcune variabili, il clima soprattutto, decisamente incerto in quei giorni e la coincidenza con i giorni della settimana.

Insomma, avevamo una domenica soltanto ed era questa. La successiva avremmo fatto ritorno in Italia e non ci sarebbe stato il tempo (le poche ore a disposizione infatti le dedicheremo ad una breve passeggiata a Long Island City, nel Queens). Così alla fine la smettiamo di arrovellarci il cervello e ci mettiamo in viaggio verso Harlem. Fermi tutti! Vi starete mica chiedendo se Harlem è pericolosa? Ma no, potete stare tranquilli perché Harlem non è più quella di una volta.

Certo, si porta ancora dietro la fama o, forse ormai, il fascino di quartiere malfamato ma dalla metà degli anni novanta del XX° secolo c’è stata un’inversione di rotta e Harlem ha subito un importante sviluppo che l’ha trasformata in uno dei quartieri più interessanti, eccentrici ed stimolanti. Per questo oggi è una meta imprescindibile per ogni turista che visita New York e ha voglia di assaporare la storia e la cultura dei neri d’America, determinati a lottare per la libertà di espressione e ad affermare la propria identità.

Il nostro tour a piedi per Harlem inizia dalla stazione 125 St della metro. Non sappiamo bene cosa aspettarci ma è qui che inizierà davvero la nostra avventura a New York e mentre tutto ci appare davanti agli occhi per la prima volta le emozioni si susseguono veloci una dietro l’altra, dall’ansia di capire dove ci troviamo, alla felicità di arrivare, all’euforia di essere protagonisti per una volta di quel film che tante volte ormai abbiamo visto immaginandoci divi del Grande Schermo.

A guidarci  sono i nomi delle strade che omaggiano grandi eroi della storia nera da Malcom X Boulevard e Lenox Avenue ad Adam Clayton Powell jr. Boulevard,  Frederick Douglass Boulevard e Martin Luther King jr. Boulevard. In pochi minuti ci ritroviamo al cospetto del monumento dedicato ad Adam Clayton Powell, il primo afroamericano eletto al Congresso di New York. Ad attirare la nostra attenzione, però, sono soprattutto i meravigliosi murales giganti che colorano il lato opposto della piazza.

Ce ne sono moltissimi in tutta Harlem e non posso fare a meno di fotografarli e di posare insieme a loro. Sono stupendi, vere e proprie opere d’arte “regalate” a locali, turisti, a chi passeggia, a chi ha voglia di ricordare. Da qui, attraversando la strada, ci ritroviamo di fronte allo Studio Museum in Harlem, che ospita le opere di artisti afroamericani del XIX° e XX° secolo. Entriamo e diamo un’occhiata in giro. Il museo è aperto tutti i giorni (tranne lunedì e martedì) dalle 12 alle 18/19 e di domenica l’ingresso è gratuito.

Uscendo dal museo giriamo a sinistra sul Boulevard Adam Clayton Powell per raggiungere il Greater Refuge Temple ed assistere alla nostra prima messa gospel. Ci sistemiamo come altri turisti nelle sedie in fondo ma veniamo avvicinati da uno dei presenti che ci invita a prendere posto nelle file davanti. La cosa ci entusiasma e preoccupa allo stesso tempo. Siamo felici di godere di questa vista privilegiata ma non potremo sgattaiolare via inosservati. Accogliamo l’invito comunque e ci sediamo tra i credenti pronti ad assistere alla funzione.

Per un po’ non succede un bel niente. Poi ad un certo punto 4 o 5 signore si posizionano sotto il palco, iniziano a battere le mani e… cantare in modo sublime e con il loro entusiasmo animano l’intera chiesa e tutti i presenti, compresi noi. Canzone dopo canzone, viene chiesto ai fedeli di ringraziare il Signore e sono in tanti ad alzarsi e ad intonare a loro volta nuovi canti che vengono prontamente condivisi con gioia. Ed è proprio questa partecipazione così sentita della gente a rendere tutto ancora più straordinario!

Nel frattempo diverse persone iniziano a salire sul palco, una dopo l’altra, senza un’ordine preciso seguiti da un gruppo folto di donne e da alcuni uomini in abito nero che prendono posto e aspettano: e sono loro, i coristi del coro gospel!!! Di lì a poco, inizieranno a cantare… e la magia della musica e delle voci ci conquista immediatamente, ripagando appieno la nostra lunga attesa. Ai canti si alternano i sermoni del predicatore che incita i fedeli a sfruttare il tempo in modo giusto restando in connessione con Dio e le sue volontà.

Usciamo dalla chiesa arricchiti e carichi di energia e ci dirigiamo verso la prossima tappa del nostro itinerario ad Harlem a piedi: l’Apollo Theather con la sua storica insegna verticale rossa su fondo giallo. Di certo non un posto qualsiasi né un semplice teatro, l’Apollo Theather è considerato un luogo simbolo degli Stati Uniti, famoso per essere stato uno dei primi club musicali a consentire ai musicisti afroamericani di esibirsi. Lo superiamo e percorriamo Martin Luther King Jr  fino al Boulevard Frederick Douglass.

 

Qui si trova la sede del New York Amsterdam News, settimanale dedicato alla comunità afroamericana di New York tra i più antichi degli Stati Uniti. Molto particolare anche la palazzina in cui si trova sui cui lati sono stati realizzati due colorati murales. Da questo punto in poi camminiamo senza una meta precisa. Entriamo nella 126 St dove ci imbattiamo  nella chiesetta Trinity AME Church appartenente alla Chiesa metodista episcopale africana. Più avanti troviamo un altro bellissimo murales che recita “Education is not a crime“.

Camminiamo ancora e nella nostra passeggiata incontriamo anche la Metropolitan Baptist Church in stile gotico, il locale Harlem Nights e l’Abyssinian Baptist Church, la chiesa più visitata di Harlem, sempre gremita di turisti. Il nostro tour a piedi nel quartiere di Harlem sta per volgere a termine. Non ci resta che raggiungere la stazione 145 St della metro a cui arriviamo dopo una breve passeggiata lungo Lenox Ave/Malcolm X Blvd. Lasciamo Harlem e ci prepariamo per la prossima destinazione: la piazza di Times Square!

Un altro pianeta, un’altra New York, tutto un altro modo di essere americani.

2 Commenti

  1. Anna Maria

    Non posso esimermi dal rileggere questo splendido articolo, correlato da foto accattivanti e chiare. Brava Marianna, riesci sempre a condurci nei luoghi da te visitati ed ammirati; perdipiù entri nell’anima e nella storiadel loro popolo. Complimenti!

  2. Dobatella

    Stupendo e da pelle d’oca!..volevo anch’io andare senza guida turistica, mi ai entusiasmato a mille!
    Ti posso chiedere se avete pagato un biglietto X vedere la messa Gospel ?

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