Cosa vedere a Cargeghe: borgo autentico del Logudoro in Sardegna

Il piccolo borgo di Cargeghe, affacciato sulla vallata di Campomela, nella regione storica del Logudoro, nel nord-ovest Sardegna, è uno dei borghi più belli da visitare nei dintorni di Sassari. Pur essendo piccolo (conta poco più di 600 abitanti!), Cargeghe ha molti luoghi interessanti che meritano di essere scoperti. Purtroppo, come spesso capita, ci sono tesori e bellezze difficili da trovare e c’è bisogno di qualcuno che indichi la strada. Ecco allora per voi un post-guida su cosa vedere a Cargeghe, che di sicuro vi tornerà utile per organizzare la visita.

Cosa vedere a Cargeghe

La visita di Cargeghe può iniziare da Via Brigata Sassari, al centro del borgo, in cui sorge il Monumento ai caduti, dedicato ai cargeghesi che persero la vita nel corso dei due conflitti mondiali. Qui verrete rapiti dai murales, le statue e tutti i dettagli visivi più o meno nascosti della piazzetta. A breve distanza si trova, poi, la chiesa romanica di Santa Croce. Del suo oratorio si parlava già dalla fine del Cinquecento come sede di una antica confraternita. Oggi al suo interno si può ammirare un pregevole retablo ligneo, risalente al ‘700 e un crocifisso utilizzato in passato il venerdì santo per il rito de s’Iscravamentu.

Per gli appassionati di architettura ed edifici sacri, meritano una visita anche la Chiesa parrocchiale dei santi Quirico e Giulitta, costruita in stile tardogotico tra XV e XVI secolo che custodisce opere artistiche notevoli come La Sacra Famiglia del manierista fiorentino Baccio Gorino di fine XVI secolo e, poco distante, la chiesa campestre di Santa Maria di Contra, in stile romanico.

Sempre in Via Brigata Sassari, stavolta al numero 95, si trova, poi, la Biblioteca di Sardegna, prima biblioteca interamente dedicata al libro sardo che ospita anche la Fototeca di Sardegna, archivio storico fotografico, istituito allo scopo di recuperare la memoria storica dell’isola attraverso la raccolta, tutela e valorizzazione dell’immagine d’epoca della Sardegna. In Piazza Nazario Sauro, trovate, invece, la Biblioteca comunale con una collezione di circa tremila libri e seicento audiovisivi, tra cui dvd, cd e videocassette.

Un’altra antica testimonianza del passato di Cargeghe, assolutamente da non perdere, è “Sos Bajolos”, la strada romana visitabile anche di notte grazie al recente impianto di illuminazione, percorrendo un suggestivo sentiero naturalistico che si dirige dal centro abitato verso il comune di Ossi e lungo il quale ci si imbatte in terrazze panoramiche, una fonte d’acqua in una cavità naturale e due domus de janas risalenti al neolitico recente.

Ma le sorprese non finiscono qui perché le cose da vedere a Cargeghe vanno oltre i confini del piccolo borgo. Resta, infatti, da visitare la necropoli di s’Elighe Entosu, ai piedi dell’altura di Pedras Serradas, situata a tre chilometri di distanza, che rappresenta un’importante eredità del Neolitico. Questa Necropoli è composta da sei domus de Janas scavate nella roccia calcarea, di cui due presentano interessanti ornamenti decorativi incisi allo scopo di ricreare un ambiente simile al luogo dove il defunto aveva vissuto.

Va detto, per correttezza di informazione, che raggiungere il complesso di necropoli è tutt’altro che una passeggiata, anche se potrebbe sembrare così. La natura qui regna incontrastata e divora tutto ciò che incontra, tra cui le stesse domus per cui un po’ di spirito di avventura e sicuramente una buona dose di pazienza sono necessarie. Per orientarvi utilizzate come punto di partenza, il vecchio mulino di Cargeghe, ristrutturato nel 2008, un altro lascito della Sardegna che fu. Non molto tempo fa l’amministrazione comunale ha installato una cartellonistica esplicativa dei percorsi turistici a cui potete fare riferimento.

Per altre indicazioni più dettagliate, visita il sito Sardegna Cultura

2 Commenti

  1. gavino

    Grazie per questo articolo… Cargeghe era il paese dei miei genitori e me lo ricordo bene con un po’ di malinconia. Ora vivo a Milano ma ogni tanto ci torno ancora ed è una grande emozione.

  2. Bia Emme

    Grazie per questo articolo, è piacevole lasciarsi ispirare di curiosità leggendo dei piccoli borghi.. Ora valuterò con piacere di andare e fare una passeggiata in questo piccolo borgo. Grazie!

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