Cosa vedere a Bucarest e dintorni in 3 giorni pieni

Sono arrivata a Bucarest subito dopo Natale e ci sono rimasta fino a Capodanno, trascorrendo in terra rumena quasi una settimana. Tuttavia, credo di poter condensare il mio itinerario in 3 giorni soltanto visto l’arrivo di una forte nevicata che non ci ha permesso di uscire e ha reso impraticabile la visita di posti come il Museo del Villaggio o come il Parco Herastrau. In più, dopo Capodanno mi è venuta la febbre a 40 e degli ultimi giorni ricordo solo la stanza dell’hotel. Ma ecco quello che sono riuscita a vedere…

3 giorni a Bucarest: itinerario e consigli

Giorno 1 – Parlamento, Parco Cismigiu e Piaţa Universităţii

La fortuna di essere a pochi passi dal Parlamento di Bucarest e di avere una camera panoramica all’ultimo piano mi ha permesso di “vivere” la capitale rumena anche quando sono stata costretta alla reclusione in hotel. Tra una nevicata e l’altra, ne ho approfittato per andare a guardarlo da vicino e, una volta attraversato il Parco Izvor, me lo sono ritrovato di fronte ed è stato impressionante. Per la facciata principale, però, bisogna andare nella vicina Piața Constituției dove ogni anno i rumeni si ritrovano per i festeggiamenti per Capodanno.

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Questa enorme piazza, per la sua grandezza, riesce ad accogliere migliaia di persone ed ospita durante l’anno molti eventi concerti. A volerla così fu proprio il dittatore rumeno Nicolae Ceaușescu poiché era questo il luogo in cui avrebbe tenuto i suoi discorsi più importanti. Scattate le foto di rito, ci siamo spostati verso il Parco Cismigiu dove, durante le festività natalizie, vengono allestiti mercatini e una grande pista di ghiaccio frequentata da coppie e famiglie con bambini.

Ne approfittiamo per riscaldarci acquistando un bicchiere di vin fiert e ci spostiamo dal Parco Cismigiu verso Piaţa Universităţii, una delle piazze più importanti di Bucarest, dominata dagli edifici dell’Università, dall’Istituto di architettura e dalla chiesa degli Studenti.  Qui, durante la rivoluzione del 1989 e le proteste di studenti e professori del 1990, passate alla storia con il nome di Golaniada (dalla parola rumena golan “teppista”), morirono centinaia di persone, oggi commemorate da varie lapidi e croci.

Sotto Natale, Piaţa Universităţii mette da parte il peso storico di tali avvenimenti per animarsi di mercatini natalizi, buon cibo, vino caldo, spettacoli di musica dal vivo e non solo perché, per chi è in cerca di souvenir a buon prezzo, qui si può trovare di tutto dai coprispalla tradizionali ad oggetti artigianali in legno o ceramica dipinti e persino tovaglie, utensili e vestiti ricamati. Noi siamo rimasti qui per cena e per assistere alla performance di una band musicale rumena che è riuscita a scaldare la folla, nonostante il freddo pungente.

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Giorno 2 – Quartiere Lipscani e Piaţa Unirii

Il giorno successivo, dopo una semplice ma buona colazione in hotel, ben equipaggiati per contrastare il freddo, ci dirigiamo verso il quartiere Lipscani che corrisponde al centro storico della città di Bucarest. Il termine Lipscani deriverebbe da “Lipsca”, la città tedesca di Lipsia da cui provenivano molti dei mercanti dell’epoca. Qui di cose da vedere ce ne sono molte e di sicuro il freddo ci rallenta ma non troppo da costringerci a rinunciare alla visita della Curtea Veche, un edificio del XV secolo dove viveva Vlad Tepes, principe di Valacchia, conosciuto come “Dracula”.

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All’interno della cinta muraria di questa “Corte Antica”, si trova anche la Biserica Curtea Veche, la più vecchia della città e da qui raggiungiamo in appena 5 minuti anche la Biserica Stavropoleos, una delle chiese ortodosse più antiche di Bucarest, capolavoro dell’architettura rumena ed il Caru’ cu Bere, uno dei ristoranti più belli e più famosi di Bucarest. Noi, però abbiamo voglia di dolce e ci fermiamo al laboratorio Chocolat in Calea Victoriei 12A, un locale abbastanza caro rispetto agli standard rumeni ma la bontà delle torte compensa la spesa.

Dal centro storico di Bucarest, a 10 minuti di cammino, c’è l’ultima tappa della giornata, Piaţa Unirii, da cui si riesce a vedere il Palazzo del Parlamento. Si tratta della piazza principale e più grande di Bucarest, circondata da bellissime fontane e giardini. Purtroppo, andandoci a dicembre l’ho trovata sepolta da un immenso manto bianco ma con tutte le luci colorate e le belle decorazioni natalizie aveva comunque il suo fascino, ve lo garantisco. Insomma, Piaţa Unirii è uno stop obbligato per chi visita Bucarest soprattutto se  avete voglia di fare un po’ di shopping a buon prezzo.

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Giorno 3 – Tour della Transilvania e Piața Revoluției

Il terzo giorno a Bucarest lo dedichiamo ad un tour guidato in Transilvania. Il tempo non era stato per niente clemente in Romania negli ultimi giorni e la giornata di visita stava per essere cancellata. Per fortuna non è andata così e siamo partiti alla volta della terra di Dracula lungo un viaggio on the road che è durato quasi tutto il giorno e ci ha consentito di visitare il Castello di Bran, meglio conosciuto come il Castello di Dracula, la Fortezza di Rasnov e l’incantevole cittadina di Brasov.

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Una volta tornati a Bucarest, in serata, il bus ci lascia in prossimità di Piața Revoluției e ne approfittiamo per dare un’occhiata in giro, nonostante ci sia una vera bufera in arrivo (la foto in basso lo dimostra). Piața Revoluției è un’altra piazza molto importante per la storia della Romania poiché è in questa piazza che il dittatore Ceaușescu, dalla terrazza del comitato centrale, tenne il suo ultimo discorso prima che la folla si rivoltasse contro di lui dando inizio a quella che i libri ricordano come la Rivoluzione romena del 1989.

Oggi, davanti al palazzo del comitato centrale, in memoria dei rumeni che in questa piazza hanno perso la vita per combattere contro la dittatura comunista, si trovano il Memoriale della Rinascita, un obelisco bianco insanguinato divenuto, dopo qualche critica per la sua forma bizzarra, uno dei monumenti più fotografati della città. Dall’altra parte della piazza, tra la Biblioteca dell’Università e il Palazzo Reale, potete vedere, invece, la nuova statua di re Carol I di Romania, dopo la distruzione dell’originale da parte dei comunisti nel 1948.

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La giornata finisce qui e, purtroppo, anche il mio viaggio a Bucarest che mi ha regalato molto più di quanto mi aspettassi (neve compresa). Ero partita con tanti dubbi e portandomi dietro i soliti stupidi stereotipi di cui i mass media ci riempiono la testa e, invece, mi sono ricreduta su ogni singola cosa. Perché viaggiare è anche questo, affrontare le proprie paure e rendersi conto di come stanno davvero le cose rispetto a come noi le vediamo o crediamo.

Pe curând, București!

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7 Commenti

  1. Sicuramente il giro in Transilvania è quello che mi ha affascinato di più. La Romania è davvero magica e i suoi abitanti accoglienti e generosi. Siamo immersi negli stereotipi e nelle idiosincrasie: bisogna conoscere prima di giudicare.

    1. Assolutamente sì, condivido in pieno! Per me Bucarest per me è stata una grandissima scoperta, una città che mi ha sorpreso ed emozionato moltissimo e che mi ha aperto gli occhi su quanto i media e le generalizzazioni possano essere fuorvianti e pericolose.

  2. Ammetto che mi è venuto freddo solo a vedere le foto haha. Tuttavia sembra un posto che vale la pena di visitare, magari proprio perchè non è una delle mete che avevo in mente dovrei visitarla. Grazie per il tuo racconto

        1. Ciao Anna, sì esatto. Ho prenotato un bus tour giornaliero comprensivo di guida in inglese e, nonostante il freddo, la neve e le strade trafficate sotto Capodanno, siamo riusciti a vedere parecchie cose interessanti. Quindi, direi che si riesce benissimo, è una soluzione ottima per spostarsi e viaggiare senza pensieri!

  3. Maria pia

    Ciao. Volevo chiederti se il tour in transilvania l’hai prenotato dall’Italia o direttamente a Bucarest e se ricordi da quale agenzia fosse organizzato. Io andrò tra venti giorni e ho visto qualcosa da prenotare via internet ma ,con molta difficoltà e prezzi alti ,si trovano tour in italiano. Grazie

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