Cosa vedere a Varsavia in 3 giorni: itinerario e luoghi da visitare

Visitare una città sotto Natale è sempre un po’ complicato soprattutto se la città in questione è in Polonia. Ma la capitale Varsavia ci accoglie con un freddo abbastanza sopportabile per fortuna e, sebbene tipicamente invernale, il clima ci consente di visitare la città senza rinunce e senza fatica. Tuttavia, se il post su Cracovia e il post su Breslavia si sono scritti da soli in un certo senso, a distanza di mesi, non ero ancora riuscita a parlarvi di Varsavia. Credo che sia perché Varsavia è una città da capire, somatizzare e interpretare con lucidità e sono pronta finalmente anche per raccontarvi “Cosa vedere a Varsavia in 3 giorni”.

Cosa vedere a Varsavia in 3 giorni

Giorno 1. Cosa vedere a Stare Miasto di Varsavia

La prima cosa che ho visto arrivando a Varsavia è l’imponente e un po’ inquietante Palazzo della Cultura. La ragione per cui incute timore, però, è facilmente comprensibile leggendo la storia di questo palazzo, costruito come regalo per la Polonia da parte di Stalin con caratteristiche tipiche del classicismo socialista anche conosciuto come gotico staliniano. Ed in effetti, lo stile gotico c’è tutto! Entriamo di corsa per prelevare la City Card, gentile omaggio dell’ufficio turistico di Varsavia ma ci torneremo con calma per il panorama.

Recuperata la Card, iniziamo subito a sfruttarla per raggiungere (i trasporti sono inclusi) Stare Miasto, la Città Vecchia dove si respira un incredibile spirito natalizio. C’è davvero tanto da visitare e, cartina alla mano, stretti nei nostri cappotti, ci avviamo verso Piazza del Mercato, Piazza del Castello, le chiese di San Giovanni e San Martino, passando per l’affascinante Barbacane, struttura del 1548 eretta per proteggere l’accesso alla città. Per informazioni più dettagliate sull’itinerario di Stare Miasto, continua la lettura nel post “Cosa vedere a Varsavia in un giorno“.

Dopo la visita della Città Vecchia che occupa buona parte della giornata, dedichiamo le ultime ore di luce a disposizione alle principali attrazioni di Nowe Miasto, Città Nuova, fondata nel XIV secolo e andata completamente distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo il conflitto bellico, tuttavia, si è avviata una graduale ricostruzione, autentica e fedelissima, di strade, case ed edifici che le ha valso il riconoscimento da parte dell’UNESCO per cui nel 1980 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità. 

La principale via di accesso alla Città Nuova è Ulica Freta, lungo la quale incontriamo il Museo di Maria Skłodowska-Curie, edificio famoso per essere la casa natale della scienziata che ripercorre con oggetti, immagini e racconti la sua vita fino al 1934, anno in cui morì a causa dei danni provocati dalla lunga esposizione a sostanze radioattive e ai raggi. Dal museo di Marie Curie raggiungiamo in pochi minuti Rynek Nowego Miasta, la Piazza del Mercato, un’ampia piazza del XV secolo circondata da diversi luoghi di culto.

In primis, la Chiesa di San Casimiro, anch’essa ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale e poi il Convento delle Suore del Santissimo Sacramento. Poco distante troviamo anche la Chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria, da cui attraversando un piccolo giardino si arriva al belvedere di Ulica Kościelna, presidiato dalla Statua di Maria Curie, con panorama sul fiume Vistola. Una scala consente di scendere verso il Parco Multimediale delle Fontane e raggiungere la scritta “I love Warsaw” e Fort Legionów, antico forte cittadino oggi finemente restaurato.

Giorno 2. Luoghi interessanti fuori dal centro

La giornata di oggi inizia con il ritorno al Pałac Kultury i Nauki, il Palazzo della Cultura e della Scienza. Oggi la struttura ospita uffici, musei, cinema, teatri e una terrazza al 30° piano da cui si può ammirare tutta Varsavia. Presentando la Card, l’ingresso è gratuito (altrimenti costa 20 zł/persona) e appena raggiunta la terrazza ci ritroviamo davanti agli occhi una vista a 360° sulla capitale polacca, divisa tra passato e presente.

Ma quando si parla di passato non si può fare riferimento solo alle tragedie che hanno attraversato Varsavia ma è giusto onorare i personaggi simbolo più importanti che l’hanno resa famosa in tutto il mondo, uno su tutti Chopin. Tra le cose da vedere a Varsavia in tre giorni non può mancare una visita al museo di Chopin per conoscere meglio la storia di questo importante compositore, attraverso strumenti, spartiti, lettere e utili spiegazioni accessibili utilizzando una fantastica card magnetica e moderne piattaforme interattive.

Ma c’è un altro simbolo di Varsavia di cui parlare: le 3 sirene! Oltre a quella della Città Vecchia (la statua che vedete è una copia dell’originale, conservato nel Museo Storico di Varsavia), se ne trova una sul Ponte Karowa e una terza sulla sponda della Vistola. Come mai? Beh, secondo una leggenda un giorno due sirene del Mar Baltico decisero di fare una nuotata: la prima la conosciamo bene, è la Sirenetta di Copenaghen di cui ho parlato qui, l’altra risalì la Vistola e si diresse verso Varsavia, divenendo, dopo varie vicissitudini, la protettrice della città.

Un altro motivo per spingersi fino all’estremità del lungofiume è il Copernicus Science Centre (a proposito, in via Krakowskie Przedmieście si trova anche un Monumento dedicato a Copernico), un museo sulla scienza molto pratico e coinvolgente, soprattutto per i più piccoli. Vi sconsiglio invece il Planetario lì accanto che di Planetario ha solo il nome: si tratta piuttosto di un documentario per bambini/adolescenti polacchi, essendo in polacco. Agli stranieri viene data un’audio-guida in inglese ma è assolutamente inadeguata!

Per il pomeriggio abbiamo un appuntamento molto speciale: Time for Chopin, un concerto di Chopin in un edificio di Stare Miasto, una zona incantevole dove il compositore polacco andava a passeggiare quasi tutti i giorni. Per raggiungerlo ci affidiamo all’applicazione Uber che in Polonia funziona benissimo e in pochi minuti riusciamo ad arrivare puntuali e sederci ai nostri posti, riservati in anticipo. Esperienza stupenda che vi consiglio di mettere tra le cose da fare a Varsavia nei vostri 3 giorni.

Giorno 3. Quartieri di Cracovia da visitare

Cosa vedere a Muranów – Ghetto ebraico

La terza giornata a Varsavia inizia con una passeggiata ai giardini Krasiński dove sorge l’omonimo palazzo, tra gli esempi di architettura barocca più belli di Varsavia. Da qui in pochi minuti ci spostiamo verso la prima tappa: Muranow, il quartiere ebraico di Varsavia, realizzato nel 1600 dall’architetto veneziano Giuseppe Bellotti (da cui il riferimento all’isola di Murano). Qui, prima della seconda guerra mondiale, ci viveva la più grande comunità ebraica europea, che contava oltre 380 mila persone ma solo poche tra loro sopravvissero al nazismo.

Al centro dell’ex quartiere ebraico, troviamo il Monumento agli Eroi del Ghetto o Pomnik Bohateròw Getta, inaugurato nel 1948 e di fronte il museo POLIN aperto al pubblico il 19 aprile 2014 , nell’anniversario della rivolta, che racconta la storia degli ebrei polacchi dal Medioevo ad oggi. Un museo unico questo e il più all’avanguardia della Polonia che offre ai suoi visitatori una mostra sulla storia ebraica, mai rappresentata fino ad oggi in modo così completo e dettagliato.

Dal Monumento agli Eroi del Ghetto, proseguiamo prima verso la targa dedicata a Willy Brandt e poi ad Umschlagplatz, un luogo storico segnato da un passato molto triste: da qui tra il 1942 e il 1943 partirono oltre 300.000 ebrei polacchi sui treni diretti a Treblinka, uno dei sei principali campi di sterminio del regime nazista durante l’olocausto. Poco distante si trova infine una delle 22 lapidi commemorative che segnano il percorso delle mura del ghetto. Per un elenco completo, leggi il post sui Monumenti dei confini del ghetto di Varsavia.

Cosa vedere a Praga – L’altra Varsavia

Nelle ore successive ci spostiamo verso Praga, la zona più antica di Varsavia, situata sulla sponda destra del fiume Vistola. Sembra un’altra città e in effetti lo è stata fino al 1791, anno in cui il quartiere venne ufficialmente unito alla città. Oltre ad essere la zona più antica, Praga, occupata dalle truppe dell’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale, è anche una delle poche zone della città sopravvissuta al conflitto e basta guardarsi attorno per accorgersi che qui il tempo sembra essersi fermato.

Molti edifici sono in rovina e, nonostante la presenza di alcuni edifici più moderni, prevalgono degrado, trascuratezza e decadenza. Decadenza che pare abbia colpito la sensibilità degli artisti, determinati a popolare il quartiere di murales e atelier. Da vedere a Praga la Cattedrale di San Floriano con le sue due imponenti guglie gotiche, il monumento dedicato alla Prague Backyard Orchestra e l’edificio della Koneser, l’ultima fabbrica di vodka della città, oggi convertita in galleria d’arte.

Piccolo avvertimento: Praga è un quartiere popolare, non un’attrazione turistica. Non andateci con lo spirito sbagliato perché potreste restarne delusi o addirittura intimoriti. Ci tengo a precisarlo per un semplice motivo: camminare tra edifici abbandonati e decadenti, strade sconnesse e semi-deserte accanto a personaggi non proprio raccomandabili potrebbe non essere l’esperienza piacevole che credevate. Quindi, andateci pure ma con occhi aperti e armati di consapevolezza!

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