Cosa vedere a Nairobi e dintorni in un giorno

Quando si pensa all’Africa e in particolare al Kenya difficilmente ci sfiora l’idea di inserire Nairobi tra le tappe di un viaggio. Mi ricordo ancora la conversazione con un altro viaggiatore mio connazionale conosciuto a Watamu a proposito di Nairobi. Mi aveva chiesto l’itinerario di viaggio in Kenya e cosi gli ho spiegato che ero atterrata a Nairobi e avevo visitato qualcosa… mi ha interrotto subito con un “fa schifo vero?” e allora ho capito subito che proseguire la chiacchierata sarebbe stato inutile.

Ma Nairobi è davvero così brutta?

Come si possa dire “fa schifo” di un posto che non hai nemmeno visto non mi è ancora chiaro. Sarebbe più intelligente chiedere com’è o come è sembrato a chi c’è stato, no? Mi imbatto spesso in questi pregiudizi e stereotipi privi di fondamenta, condivisi purtroppo da molti italiani. La verità è che ormai siamo cosi manipolati da quello che sentiamo o vediamo in tv che pensiamo di poter fare valutazioni su tutto senza averne alcuna esperienza oppure semplicemente non ci interessa viaggiare davvero. Vogliamo solo un posto sicuro, bello e confortevole in cui spiaggiarci e ci illudiamo così di aver viaggiato!

Beh, alle cose da sapere sul Kenya ne aggiungo una su Nairobi: no, Nairobi non fa schifo. Probabilmente non ci vivreste neanche se vi pagassero e di sicuro non è la tipica capitale dove passeggiare tranquilli, guardare le vetrine e andare per musei e non perché faccia schifo ma semplicemente perché è un posto diverso da quelli a cui siamo abituati. È l’Africa anzi è l’hub dell’Africa e traffico e rumore la fanno da padroni. Senza contare che è una città che alterna ricchezza a povertà eppure dove una notte in una camera di un hotel ad una stella costa sui 100 euro!

A due passi dalla Jamia Mosque e il City Market

Certo, per chi ci arriva di sera come noi l’effetto è  più shocking del solito perché la città appare come abbandonata se non fosse per l’adhān recitata dal minareto della Jamia Mosque ma la lunga giornata di viaggio tra attese, lunghi scali, voli internazionali e continentali l’avrà sicuramente resa ancora meno appetibile. Attendiamo le luci del giorno successivo ma più che l’adhān è un vociare intenso a svegliarci: proviene dal City Market, il mercato cittadino che sta per aprire signori e signore e tutti si preparano ad organizzare le loro mercanzie e ad accogliere i clienti. Scatto qualche foto.

Mi trovo all’ottavo piano dell’hotel per fare colazione e pur non avendo di fronte a me lo skyline di New York devo ammettere che trovo la vista affascinante. Eccoli gli alti grattacieli non molto diversi da quelli di altre metropoli intervallati tuttavia da edifici e costruzioni non proprio nuove e moderne. Il centro di Nairobi è un posto che richiede più che una visita, parecchia capacità di osservazione perché è soprattutto qui che prende vita la città ed è il punto di incontro e passaggio di cittadini, studenti e lavoratori.

David Sheldrick Wildlife Trust: l’orfanotrofio degli elefanti

Recuperiamo le ultime cose dalla nostra camera e usciamo in Biashara Street in attesa della nostra auto. Il nostro driver è già lì e iniziamo il viaggio verso la prima tappa del tour: il David Sheldrick Wildlife Trust, l’orfanotrofio degli elefanti realizzato in memoria di David Sheldrick, fondatore dello Tsavo National Park  dalla moglie Daphne. La visita funziona in questo modo: si raggiunge in fila un grande spazio rotondo e si resta in attesa. Di cosa? Ma degli elefantini ovviamente che arrivano in ordine di età dai più piccoli ai più grandicelli.

Il David Sheldrick Wildlife Trust, nonostante la sua apparenza turistica, è un luogo molto importante di Nairobi a cui i locali sono particolarmente affezionati perché non si tratta neanche lontanamente di uno zoo ma di un luogo speciale in cui centinaia di elefantini che rischiavano una morte quasi certa, sono stati recuperati mentre vagabondavano soli per la savana, hanno trovato salvezza. Gli elefantini orfani, come buona parte dei cuccioli, infatti, hanno scarsissime probabilista di sopravvivenza senza la loro mamma e il lavoro del David Sheldrick Wildlife Trust è per l’appunto “vitale”.

Al Giraffe Center di Nairobi faccia a faccia con le giraffe

Salutiamo gli elefantini e ci prepariamo per un altro luogo molto bello di Nairobi, ma che dico bellissimo! Sto parlando del Giraffe Center, un altro centro di recupero e ripopolamento della fauna che svolge un ruolo davvero importante. Qui infatti vengono allevate con cura e amore da uno staff specializzato le giraffe di Rothschild, una specie a rischio di estinzione per poi rimesse in libertà una volta in grado di sopravvivere autonomamente. Ad oggi ne hanno liberate oltre 40 nei parchi nazionali di tutto il paese!

Trovarsi letteralmente faccia a faccia con una giraffa è già qualcosa di emozionante ma non l’unica perché, una volta entrati, il personale del centro, consegna ad ogni visitatore degli snack di erba compressa e si può provare la bellissima esperienza di dar loro da mangiare. Ma si impara anche tanto dopo una visita qui. Ad esempio, si impara che non vogliono essere accarezzate e che se ci provate le farete arrabbiare, che sono ghiotte di foglie di acacia e che la loro lingua lunga ben 50 cm permette loro di mangiarne in grande quantità!

Nella casa museo di Karen Blixen, eroina del Kenya

Tutti conoscono il film “La mia Africa” con Robert Redford e Meryl Streep eppure pochi si ricordano il nome della protagonista, Karen Blixen che prima di essere il personaggio di una pellicola è stata una persona in carne ed ossa, autrice del famoso libro “Out of Africa” su cui la sceneggiatura cinematografica è basata. Eppure, in Africa e in particolare a Nairobi Karen Blixen è una vera e propria eroina e proprio a Nairobi si trova la sua casa museo, la sua vera casa, oggi trasformata in museo che al tempo venne utilizzata anche per girare il film.

E questa casa museo è aperta al pubblico e si può visitare stanza per stanza, dalla camera da letto alla sala da pranzo, passando per lo studio. L’ideale è farsi raccontare la storia di Karen e della casa da una delle guide che sono molto preparate e vi sveleranno tanti aneddoti e curiosità sugli arredi e gli oggetti, alcuni dei quali originali e perfettamente conservati oppure provenienti dal set del film, come la macchina da scrivere e il grammofono. Vi consiglio di andarci e poi di vedere o rivedere il film: sarà difficile non immedesimarsi!

Un commento

  1. jessica

    ciao! scusa se ti disturbo ma ho letto il tuo articolo per Nairobi su cosa vedere, e avrei bisogno di sapere l’itinerario che hai fatto nel centro città, ti è sembrato pericoloso? io atterro alle 8.05 e poi il giorno dopo partenza safari

    buona giornata
    Jessica

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