Cosa vedere a Magonza in 24 ore (Parte 2)

[Se siete arrivati direttamente qui, vi suggerisco di dare prima una lettura alla parte iniziale dell’articolo su cosa vedere a Magonza in un giorno (Parte 1) e poi tornare su questa pagina che ne è la continuazione.] Lasciato il mercato settimanale di Marketplatz, ci siamo diretti al centro commerciale “Römerpassage” per dare un’occhiata ma siamo rimasti subito ammaliati dalle tante prelibatezze dell’Eiscafe Florenza e ci siamo fermati per una sosta golosa. In realtà questo non è un semplice centro commerciale o meglio non solo.

Römerpassage_mainz_shopping_mall_Eiscafe_Florenz

Durante la sua costruzione nel 1999, infatti,  è stato riportato alla luce un santuario di Iside e della Magna Mater della città romana di Mogontiacum, capitale della provincia romana della Germania superiore (l’attuale Magonza), risalente ad un periodo tra il I-III secolo. Nella galleria commerciale è stato, quindi, allestito un piccolo museo, che ospita i resti archeologici del santuario ed i reperti rinvenuti negli scavi ed è arricchito da una ricostruzione multimediale del santuario.

Pausa terminata, usciamo dal Römerpassage e ci rimettiamo in cammino verso la Nuova Sinagoga di Magonza ma sulla nostra strada ci imbattiamo nell’Haus der Jugend, la Casa della gioventù di Magonza, un centro culturale attivo dal 2008. Con i suoi oltre 120 eventi l’anno e la collaborazione con numerose associazioni e iniziative, questo centro è diventato noto ben oltre i confini della città e rappresenta un punto di riferimento importanti per i giovani di Magonza e non solo.

All’Haus der Jugend chiediamo qualche indicazione per raggiungere la Sinagoga e si riparte verso questo edificio di culto molto caratteristico. Nel tragitto, però, facciamo un altro “incontro” e ci ritroviamo di fronte alla Christuskirche che non ha niente da invidiare alle imponenti chiese con cupola nelle grandi capitali europee: introversa e un po’ snob, questa chiesa si allontana di poco dal fermento intorno al Duomo e impressiona per la sua luminosità quando il cielo è color dell’acqua.

Christuskirche_magonza_germania

Intesa come efficace antitesi nei confronti della Cattedrale, la cupola della chiesa del Sacro Cuore, alta 80 m, svetta tra le chiese del centro città. La storia di questa chiesa è strettamente legata a quella del Protestantesimo a Magonza, per il quale essa rappresenta un simbolo della propria autonomia. A progettarla è stato l’architetto cittadino Eduard Kreyssig che ha volutamente richiamato lo stile Rinascimentale della basilica romana. Sicuramente una bella sorpresa per noi che avevamo deciso di perderci e viverla un po’ all’avventura. La direzione è giusta comunque: la Sinagoga è a 700 metri da noi!

E dato che siamo molto vicini al fiume Reno, decidiamo di fare una piccola deviazione per andare a vederlo. La prima cosa che noto è che l’area intorno al lungofiume è abbastanza diversa da quella di Coblenza. Il panorama è sempre bellissimo e il percorso è ugualmente utilizzato dai locali per andare in bici, per leggere un libro o portare a spasso il cane ma l’impressione che mi trasmette un senso di trascuratezza. Il tempo di scattare una foto e di aver soddisfatto la curiosità e finalmente la Sinagoga è ad un passo.

mainz_magonza_lungofiume_river_reno_rhine

Ci separa da lei solo la Frauenlobplatz, piazza inaugurata il 27 dicembre 1893 e intitolata al poeta Heinrich von Meißen, soprannominato anche Frauenlob. In questa piazza il giovedì viene allestito il mercato settimanale mentre tutti gli altri giorni è un principalmente un parco giochi molto ben organizzato con scivoli, altalene e tante panchine. Attraversata la piazza e percorrendo Forsterstraße verso destra, ci ritroviamo, dopo essere entrati Josefsstraße di fronte ad uno stranissimo edificio.

Avevamo letto che la Sinagoga era particolare ma non ci aspettavamo che lo fossi così tanto e non avendo avuto il tempo di vedere fotografie, all’inizio non eravamo sicuri di essere nel posto giusto. Le scritte in ebraico incise sulla porta, però, ci hanno tolto ogni dubbio. La Nuova Sinagoga di Magonza era proprio di fronte a noi, con la sua struttura insolita ed affascinante e il suo colore che abbiamo poi scoperto essere non nero ma verde bottiglia.

La forma della Sinagoga riproduce, in realtà, le cinque lettere della parola ebraica Kedushah (קדושה) che significa santità ed elevazione spirituale e rappresenta un riferimento simbolico alle sacre scritture, importante per la comunità ebraica. Ci permettono di entrare, nonostante il venerdì, giorno di preghiera per gli ebrei, non sia aperta al pubblico e, con la promessa di essere silenziosi e di non disturbare in alcun modo, ci viene concesso di assistere ad un tipico “servizio” ebraico.

magonza_nuova_sinagoga_ebrei_Kedushah

E’ stato molto toccante, una delle esperienze più belle a cui ho preso parte. Gli uomini indossavano la kippah (il copricapo) e, insieme alle donne, recitavano la Mincha, la preghiere pomeridiana. Ne abbiamo approfittato anche per fare un giro all’interno della Sinagoga e in una stanza abbiamo intravisto una lunga tavolata imbandita secondo la tradizione.

Questa  consiste nel mettere due pani coperti da una speciale tovaglietta, in ricordo della doppia razione di manna, che il venerdì, in prossimità dello shabbat, veniva coperta da uno strato di rugiada, in modo da preservarla ed evitare che si sporcasse. Prima di uscire ho voluto comprare delle cartoline, molto belle a dire il vero, della Sinagoga in versione by night. Il viaggio a Magonza è quasi terminato.

Torniamo in hotel per riposare un po’ e, nonostante la giornata trascorsa a camminare non-stop decidiamo di sfruttare le nostre ultime ore in città per assaporare la vita notturna. Verso cena, torniamo al centro e decidiamo di mangiare in un ristorante tipico tedesco che avevo scelto basandomi sugli ottimi commenti di Tripadvisor e, nonostante quel che si dice sulla verosimiglianza delle recensioni, in questo ci siamo trovati benissimo. Ottimi prezzi, ottimo cibo e ottima accoglienza, insomma, il modo migliore e più “gustoso” per salutare Magonza.

Per la gallery completa, segui l’hashtag #tracoblenzaemagonza sul mio profilo Instagram!

4 Comments

  1. Anna Maria

    Leggibile, chiaro, avvincente, particolarmente curato e…(troppi aggettivi? Tutti meritati!) esauriente articolo. La foto di apertura è decisamente piacevole 🙂

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