Cosa vedere a Castelsardo

Cosa vedere a Castelsardo, borgo medievale del nord Sardegna

Castelsardo, situato nel nord Sardegna, è ufficialmente considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Lo dicono gli esperti di Skyscanner che lo inseriscono tra i 20 paesi più belli d’Italia e lo confermano Camila Raznovich e Dario Vergassola alla trasmissione su Raitre Alle falde del Kilimangiaro durante la quale gli hanno conferito il riconoscimento “Il Borgo dei Borghi” all’interno del concorso promosso dall’associazione “I borghi più belli d’Italia“. Ma cosa vedere a Castelsardo, per conoscerne meglio la storia e le sue attrazioni principali. Ve lo racconto io in questo post. Ajò!

Cosa vedere a Castelsardo

Castello dei Doria

Una delle prime cose da vedere a Castelsardo, arrivando verso il nucleo del borgo medievale, è il Castello di Castelsardo. Affacciato direttamente sul mare, ne racchiude la storia. Vista la sua posizione strategica, è stato utilizzato come roccaforte difensiva e punto strategico di controllo grazie all’affascinante fortezza del Castello dei Doria che si può ammirare già da lontano arrivando nel paese. Per questo la visita all’antico borgo di Castelsardo, comunque, non può non prescindere dalla visita alla sua roccaforte edificata sull’estrema sommità di un promontorio dalla famiglia genovese dei Doria nel XII secolo.

Museo dell’Intreccio Mediterraneo

Vale la pena tentare la ripida salita perché il Castello è davvero ben conservato e al suo interno accoglie uno dei più importanti musei della Sardegna, il Museo dell’Intreccio Mediterraneo. Per chi non è a conoscenza di questa tradizione, l’intreccio è una vera e propria arte isolana che consiste nella lavorazione di materie prime, come l’asfodelo per la creazione dei famosi cestini e altri utensili della vita quotidiana. Non a caso, passeggiando tra le vie del borgo ci si imbatte di continuo in artigiane sarde che, sull’uscio di casa, sono impegnate a creare questi particolari contenitori.

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Cattedrale di Sant’Antonio Abate

Dalle mura del Castello la vista è incantevole e vastissima tanto da comprendere gran parte della costa settentrionale e l’isola dell’Asinara.  Sempre su quest’altipiano, oltre al Castello, una breve passeggiata di 5 minuti vi condurrà alla Cattedrale di Sant’Antonio Abate, del Quattordicesimo secolo, con il suo campanile ricoperto da maioliche colorate. Anche da quest’altro lato il panorama è bellissimo!

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Spiaggia La Marina

Proprio al di sotto della fortezza, si trova anche la spiaggia cittadina de La Marina, fulcro del Rio de Frijaneiro, il Carnevale estivo di Castelsardo che si teneva ogni anno l’ultima settimana di luglio. Purtroppo, per mancanza di fondi al momento è sospeso a data da destinarsi. Prima di iniziare la visita al borgo e regalarci un po’ di relax in spiaggia, però, raggiungiamo il nostro B&B e subito le stradine mi colpiscono per una particolarità: sono ripidissime!

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Cosa vedere a Castelsardo e dintorni

Spiagge nei dintorni

Per gli appassionati di mare, poi, la località principale di questa zona è sicuramente la spiaggia di Lu Bagnu. Le sue rive basse la rendono perfetta per i bambini mentre i ricchi fondali rappresentano una location ideale per i subacquei. Per chi cerca qualcosa di meno affollato, invece, consiglio Cala Ostina. L’ho scoperta per caso dopo un’improvvisata ed avventurosa discesa ma ne è valsa la pena. Preparatevi, però, ad un’altrettanto “complessa” risalita!

Roccia dell’Elefante

Lasciata la roccaforte ed il piccolo borgo, nelle vicinanze, in località Multeddu, trovate anche la celebre Roccia dell’Elefante, una delle mete più popolari quando si visita Castelsardo che testimonia con le sue domus de janas la presenza umana sin dal periodo nuragico. Parcheggiate l’auto al lato interno della carreggiata, attraversate la strada e ammirate l’elefante in tutta la sua “solidità”.

Chi da Castelsardo percorre la via Nazionale che conduce a Sedini, d’un tratto si trova di fronte ad uno strano spettacolo. Un gigantesco elefante, tre volte più alto degli enormi mamhut preistorici, par che esca dalla giungla e s’incammini verso la montagna.

Edoardo Benetti

La Roccia dell’elefante di Castelsardo deve il suo nome allo studioso Edoardo Benetti che, nel 1914, per primo, ne ha associato la forma ad un elefante. Fino a quel momento, la roccia era conosciuta come “La pietra traforata”, Sa Pedra Pertunta in sardo. Al suo interno, infatti, si trovano due Domus de Janas di epoca neolitica, collegate tra loro attraverso dei fori. La Roccia dell’elefante si trova sulla statale 134 dell’Anglona, a 10 minuti da Castelsardo. Alta ben quattro metri e posta proprio a lato della carreggiata, è impossibile non vederla.

Ci sono capitata una mattina per caso mentre ero in viaggio a Castelsardo. Conoscevo benissimo questo monumento naturale così celebre per la sua importanza storica e archeologica ma non pensavo di ritrovarmelo davanti all’improvviso, al km 4,3 della statale che porta a Sedini. Qui è frequente trovare gruppetti di persone, turisti che percorrono il vialetto per raggiungere la Roccia dell’Elefante. Sì perché la roccia si trova proprio sul ciglio della strada!

Questa posizione particolare è dovuta ad un episodio singolare avvenuto durante la costruzione della strada statale. Alle origini la Roccia dell’Elefante era  parte del complesso roccioso del Monte Casteddazzu. La storia racconta che questa Pedra Pertunta, staccatasi dal monte, è precipitata a valle, posizionandosi dove si trova oggi. Per via del fenomeno erosivo avrebbe poi assunto, nel corso dei secoli, l’aspetto di un elefante primordiale con la proboscide rivolta verso la strada.

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Nella roccia sono visibili due Domus de Janas, strutture sepolcrali preistoriche molto diffuse in Sardegna e costituite da tombe scavate nella roccia, risalenti alla I metà del III millennio a. C.. Mentre quella posta al piano superiore non è visitabile perché non ha via d’accesso attraverso la roccia, la tomba del piano inferiore è composta da quattro celle. Una di queste, in particolare, è caratterizzata dalla presenza di corna bovine (o taurine) scolpite nelle pareti.

Le corna, elemento ricorrente nelle Domus de Janas, hanno una precisa valenza rituale e in passato erano una componente essenziale di antiche cerimonie religiose. Probabilmente sono legate al concetto di rigenerazione, particolarmente sentito durante lo svolgimento dei riti funerari. Nella prima tomba sono anche presenti segni evidenti delle credenze funerarie della civiltà prenuragica, basate sull’idea di continuità tra vita e morte, mondo terreno e mondo ultraterreno.

Se siete appassionati di storia e archeologia o semplicemente siete curiosi di scoprire, in Sardegna, un mondo diverso da quello più turistico, del mare e delle spiagge, approfittatene per fare visita alla Roccia dell’Elefante che rappresenta sicuramente uno dei simboli più importanti di Castelsardo e un pezzo di storia di questo territorio di fondamentale importanza. Le Domus de Janas, espressione che in sardo significa “case delle fate“, sono la testimonianza della vita sull’isola dal Neolitico fino all’Età del Bronzo.

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Altre mete nei dintorni

Nelle immediate vicinanze di Castelsardo sorgono molte località interessanti, come Porto Torres e la bella passeggiata di Balai, Sassari con il suo patrimonio storico e artistico e tanti borghi storici da visitare nei dintorni. Un po’ più distanti, invece, il Golfo dell’Asinara che, però, merita di essere inserito nel programma di viaggio e Alghero, bellissima cittadina dall’anima catalana, tutta da scoprire.

Dove dormire a Castelsardo

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2 commenti su “Cosa vedere a Castelsardo, borgo medievale del nord Sardegna”

  1. Articolo e foto si commentano magnifica media soli; aggiungo che, pur conoscendo il borgo e le attività, qlc mi era sfuggito. Brava Mary, complimenti.

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