La Romania è una destinazione particolarmente bella d’inverno e sotto Natale cosa vedere a Brasov se non le sue meravigliose luci natalizie, i mercatini e come non lasciarsi avvolgere dalla sua “calda” atmosfera, nonostante i numerosi gradi sotto lo zero? Il mio viaggio di 3 giorni a Bucarest è iniziato dalle attrazioni principali della capitale da cui ho raggiunto la cittadina di Brasov dopo diverse ore di tour in giro per la Transilvania, regione storica della Romania, visitando anche altri posti come la fortezza di Râșnov e il famoso Castello di Dracula a Bran.

Capoluogo dell’omonima provincia cui appartengono altri 12 comuni limitrofi, il nucleo principale di Brasov non è molto grande e si visita facilmente a piedi. Questa città ha avuto molti nomi diversi e ne ha cambiati molti fin dal giorno della sua fondazione. Il primo nome della città, Corona, risale al  XIII secolo ma nel Medioevo ci si riferiva a Brasov anche con il nome tedesco Kronstadt.

 Tra il 1950 ed il 1960, durante il regime comunista, a questi due nomi, se ne è aggiunto un altro: Orașul Stalin, con il significato di Città di Stalin, in onore del leader sovietico. Il nome attuale che è anche quello più recente, riconduce, invece, alla parola turca barasu, che significava “fortezza”.  Nomi a parte, una volta raggiunta Brasov, la prima cosa che si nota entrando in Piazza Sfatului è l’enorme scritta bianca in stile hollywoodiano, sistemata sulla montagna a ridosso della cittadina.

Sono riuscita a fotografarla nonostante le distanze perché colpisce molto e di sera si illumina acquistando ancora più fascino e visibilità.  In questa pittoresca cittadella medievale, circondata da mura costruite nel XV secolo, alte 12 metri, lunghe 3 chilometri e con 7 bastioni, si trovano due interessanti primati. Uno riguarda la Chiesa Nera, sempre in Piazza Sfatului o piazza del Municipio, costruita tra il 1385 e il 1477, poiché rappresenta la più grande chiesa gotica esistente in Romania.

L’appellativo “nera” è stato dato in seguito ad un grande incendio avvenuto nel 1689 che devastò gran parte della città e annerì le mura della chiesa. Oggi la chiesa non è così nera come si potrebbe aspettare ma da allora porta nel suo nome il segno di quel tragico evento. Al suo interno ospita una tra le più grandi collezioni di tappeti orientali in Europa, donati alla chiesa da alcuni mercanti tedeschi tra il XVII e il XVIII secolo come ringraziamento per essere sopravvissuti nelle terre barbare, un enorme organo del 1839, con oltre 4 mila tubi sonori e comprende 6 portali di diversi stili architettonici, dal gotico al rinascimentale.

brasov_transilvania_piazza_sfatuluibrasov_transilvania_piazza_sfatului_natale-jpg

L’altro primato spetta alla Strada Rope o Sforii, la via più stretta della Romania che collega via Cerbului con via Poarta Schei. Situata all’interno della città vecchia, si trova in zona centrale, nei pressi della Chiesa Nera e dei principali monumenti. Anche se è nota per il suo essere così stretta, ciò che colpisce, in realtà, è anche la lunghezza. Alcune guide scrivono che si tratta della strada più stretta d’Europa ma probabilmente è solo una delle più strette.

Primati a parte, la città di Brasov entra a pieno titolo tra i posti più belli da visitare in Romania. Questa città eccelle da molti punti vista, primo tra tutti la sua atmosfera particolare, moderna e bohemienne al tempo stesso. Forse il Natale la rende ancora più magica non saprei, però passeggiare per il suo centro storico, le stradine silenziose e via Republicii (che vedete qui sotto) insieme a locali e turisti intenti a fare compere e godersi le festività natalizie, muniti di sciarpa e cappello, è stato bellissimo… e con tutte quelle piccole luci gialle sembrava di vedere il cielo stellato.

brasov_transilvania_republicii_natalefestivall_39_brasov_transilvania

Accanto a negozi di scarpe, abbigliamento, gioielli, souvenir, ci sono anche tanti Café e locali dove fermarsi a mangiare. Io per una sosta golosa e originale, vi consiglio di fare un salto al Festival ’39, ristorante in stile anni ’40 che propone un ottimo menu e, nonostante l’apparenza sfarzosa, è un posto tradizionale con prezzi nella media. Noi abbiamo preso una zuppa con crostini ed era squisita. A pochi passi da qui, si trova la celebre Piazza Sfatului con le sue le sue vecchie case basse che, pur appartenendo ad epoche diverse, si integrano tra loro alla perfezione.

Se ci andate nel periodo natalizio, la troverete piena di decorazioni, con tanti stand interessanti, un mercatino semplice ma molto fornito e un super albero di Natale. Andando via mi è sembrato di sentire una musica molto familiare ma, trovandomi in Romania e, soprattutto, a Brasov non credevo che potesse essere una canzone italiana, invece… si trattava di Senza giacca e cravatta di Nino D’Angelo!!! L’avreste mai detto? Ebbene sì, una delle più famose composizioni del cantante napoletano e che io conosco bene era stata inserita nella programmazione musicale tra le altre canzoni natalizie e romene.

Per la mia gallery  sulla Romania, segui l’hashtag #frozeninromania sul mio profilo Instagram!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.