Cosa vedere 2 giorni in Brianza: itinerario tra arte, storia, sapori e natura

Oggi voglio proporvi in questo nuovo articolo un itinerario di 2 giorni in Brianza che ho percorso io stessa spaziando dall’arte contemporanea alla storia di un’antica villa nobile fino ai sapori di una cucina genuina offerta in un contesto naturalistico di prim’ordine. Qualche mese fa vi avevo raccontato del mio blogger day in Brianza presentandovi 4 tappe d’eccezione che vi ho consigliato di inserire in vista di un viaggio in terra brianzola ma, come promesso, le sorprese con Brianza che Nutre non sono ancora finite.

Brianza Giorno 1: arte contemporanea e ville storiche

Arte non convenzionale e natura al Rossini Art Site

Ci aspetta una bella giornata di sole in quel della Brianza, ottimo inizio di un weekend di metà ottobre che si preannuncia ricco di sorprese. La prima tappa del nostro nuovo viaggio è a Briosco con il Rossini Art Site, un parco di 10 ettari, adagiato tra i colli briantei che accoglie al suo interno decine e decine di sculture tutte da scoprire e ammirare in un percorso piacevolissimo in mezzo alla natura che regala silenzio, pace e scorci panoramici davvero suggestivi. Il creatore di tanta bellezza è l’imprenditore e mecenate Alberto Rossini.

Qui, pezzo dopo pezzo, ha deciso di dare vita alla sua personale collezione di arte del Secondo Novecento in cui troverete le opere di artisti come Pietro Consagra, Bruno Munari, Giò Pomodoro, Fausto Melotti, Andrea Cascella e Grazia Varisco e vi renderete conto ben presto come ognuno di loro fornisce il suo effettivo contribuito a questo luogo eccezionale, in cui spicca certamente il Padiglione, progettato sulle basi della Green Architecture dallo studio SITE, dall’architetto newyorkese James Wines.

Villa Mapelli Mozzi per scoprire come si viveva nel ‘700

Il pomeriggio ci spostiamo a Casatenovo per visitare Villa Mapelli Mozzi e devo dire che questa tappa mi ha proprio strabiliato tant’è che, ispirata dal fascino del luogo, mi son venute delle foto davvero belle. La Villa Mapelli Mozzi ci viene raccontata da una guida, Silvia ed è attraverso le sue parole che attraversiamo, una dopo l’altra le sale del pian terreno con una superficie di 800 mq e le camere da letto al primo piano, ben 19 con i loro bagni allegri e coloratissimi in cui possono alloggiare fino a 39 persone.

In realtà, al posto di questa splendida dimora nobiliare, qui nel 1500 c’era un antico monastero di cui oggi rimane solo la corte ma questo dettaglio per niente trascurabile fa della Villa Mapelli Mozzi una delle più antiche della provincia di Lecco. Una volta dentro, preparatevi a fare un salto indietro nel tempo e a lasciarvi incantare dall’arredamento elegante, i soffitti decorati a stucco, il giardino secolare e le tante preziose rifiniture. L’effetto “time travel” sarà garantito!

Dormire immersi nel verde della Brianza a Villa Sofia

Cala il buio ed arrivato il momento di fare un po’ di nanna. Così io e le mie colleghe blogger ci spostiamo a Sirtori per raggiungere la tappa conclusiva di questa giornata: la casa vacanze Villa Sofia che, certo, non avrà la stessa “portata storica” di Villa Mapelli Mozzi ma è abbastanza grande e spaziosa da ospitarci tutte. All’arrivo siamo accolte dalla padrona di casa, Natalia e dal tepore di un camino acceso e trascorriamo il resto della serata in completo relax, sorseggiando vino, chiacchierando e preparandoci al secondo giorno di scoperte che inizierà fra qualche ora.

Brianza Giorno 2: sapori genuini e natura incontaminata

Pasticceria artigianale Fricano per una colazione super

Lasciamo Villa Sofia e torniamo a Casatenovo per uno stop golosissimo alla Pasticceria Ficano dove colori, sapori e profumi ci conquistano immediatamente. E mentre i gemelli Agostino ed Eduardo ci raccontano la loro storia, noi fotografiamo, ammiriamo e degustiamo le infinite prelibatezze esposte nelle vetrine della pasticceria che sembrano parlarci, in particolare i piccoli bignè alla panna a forma di cigno, e dire “mangiateci, siamo troppo buoni per resisterci”. Se vi sembra esagerato, beh sappiate che i dolci mi fanno questo effetto. Al loro cospetto, perdo la lucidità!

Oasi Galbusera Bianca: a pranzo in un’oasi WWF

Fatto il pieno di zuccheri, siamo pronti a salire ancora verso nord, destinazione La Valletta Brianza dove si trova la nostra tappa successiva: l’Oasi Galbusera Bianca, un luogo incantevole che riesce a soddisfare cuore, corpo e mente in una sola visita, un’oasi nel suo significato più ampio non solo per l‘interesse floristico e faunistico e per la sua biodiversità ma anche in quanto angolo speciale della Brianza in cui rifugiarsi e rifocillarsi immergendosi in una natura e una cucina filovegetariana davvero ricca di bontà, bellezze e genuinità.

E se l’Oasi Galbusera Bianca esiste lo dobbiamo al suo inventore, Gaetano Busana che ringrazio per l’ospitalità e per aver condiviso con noi la sua “visione”. All’oasi e all’osteria, si aggiungono le 5 originalissime e accoglienti camere dell’agriturismo, ognuna con un tema ben specifico, completamente ristrutturate in bioarchitettura e arredate con materiali da riciclo, che affacciano sulla corte di un antico borgo, riprodotto ad arte, per una vacanza in pieno relax immersi nella natura di un’Oasi WWF alle porte di Milano.

Il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone

Non si può parlare dell’Oasi Galbusera Bianca senza parlare anche del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone perché è al suo interno che l’Oasi si trova. Il Parco, ospita aree di grande rilevanza ambientale, centri di produzione agricola così come monumenti architettonici di enorme valore artistico e culturale, ed è aria pura per i polmoni, magia per gli occhi e toccasana per la mente, soprattutto per chi viene dai grandi centri urbani. Per cui, se vivete a Milano, prima o poi farci un salto è d’obbligo!

Pur essendo di ridotte dimensioni, il Parco presenta delle caratteristiche uniche nel suo genere come, ad esempio, quella di ospitare specie animali selvatiche, via via scomparse dalle città a causa della crescente urbanizzazione ed è per questo protetto e tutelato per la conservazione della sua flora e fauna. I nostri due giorni in Brianza terminano così tra gli alberi del Parco. Torniamo a casa sì ma carichi di intense emozioni condivise e con la voglia di vedere, toccare e scoprire ancora di più questa meravigliosa terra di mezzo che è la Brianza!

Scrivere articoli richiede moltissimo tempo e impegno. Se il post ti è piaciuto, aiutami a condividerlo: a te non costa nulla, per me è davvero importante!Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInPin on PinterestEmail this to someone

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