5 cose che non mi sono piaciute di Watamu

Basta pronunciare, leggere o sentire la parola “Watamu” per evocare immagini idilliache di meravigliose vacanze da sogno. Trascorrere delle calde giornate d’estate sulla splendida costa kenyota mi ha permesso di vivere quel sogno e di trasformarlo in realtà. Tuttavia, è sempre troppo facile esprimersi con aggettivi positivi. La difficoltà sta nel far emergere anche gli aspetti negativi senza dimenticare che spesso sono proprio le valutazioni critiche ad essere più utili per un viaggiatore. Nonostante il viaggio in Kenya sia per me un ricordo molto piacevole, ci sono 5 cose che non mi sono piaciute di Watamu. 

1. Strade inesistenti e piene di buche

Non ci vuole molto per rendersene conto purtroppo e se all’inizio “ballare” può essere divertente, vi assicuro che dopo 15 giorni non la penserete allo stesso modo. Le strade in Kenya e nella zona di Watamu in particolare fanno pena: polverose, disastrate, piene di buche. Percorrerle a bordo di qualsiasi mezzo è davvero deprimente, soprattutto se hai parecchi chilometri da macinare per arrivare a destinazione. “Ma scusa”, direte voi, “Siamo in Africa, che ti aspettavi?”. Beh accettare passivamente le cose solo perché sono sempre state così non è un ragionamento che condivido. Certo non mi scandalizzo né mi sorprendo della situazione di piccole città e villaggi. Quello che non capisco è come sia possibile che la situazione sia la stessa anche a Watamu, meta turistica per eccellenza, dove arrivano ogni giorno migliaia di turisti che vorrebbero quantomeno raggiungere tranquilli la struttura in cui alloggiano. Possibile che questi albergatori e imprenditori milionari non abbiano soldi da spendere per mettere a posto le strade su cui viaggiano i loro clienti?

2. Villaggi turistici troppo turistici

I Villaggi e i resort turistici della costa kenyota sono tutti molto belli e accoglienti. Spesso chi va in Kenya va direttamente a Watamu e preferisce restare nel villaggio a rilassarsi. Discutibile certo ma questa è la realtà delle cose. Ho conosciuto italiani che dicono di andarci tutti gli anni e che non sono mai andati a vedere Nairobi o a visitare Mombasa tanto per dire. Per soddisfare le esigenze di questo tipo di villeggianti quindi molti resort si sono italianizzati: cibo italiano, lingua italiana e persino musica italiana. Meglio scegliere con cura l’alloggio, quindi, se tutto questo non vi interessa.

3. Prezzi maggiorati per il turista

Vi sembrerà strano ma il costo della vita (per un turista) è alto ed è una cosa che non mi aspettavo. L’Asia da questo punto di vista è un vero paradiso. Ho speso cifre irrisorie per tutto, dal cibo ai souvenir. In Kenya invece è tutto molto caro per il turista. Ma la spiegazione è semplice e vi capiterà di sentirla parlando con gli stessi africani: i turisti per loro sono visti come dei milionari. Io però ho sempre spiegato ai kenyoti che non tutti i turisti corrispondono a questo identikit. Fatelo anche voi, è importante che questo messaggio arrivi e venga da loro compreso.

4. Fenomeno delle maree

Il fenomeno delle maree è un avvenimento naturale, che si può notare in modo evidente a Watamu dove le varie fasi delle maree si alternano durante l’arco della giornata, a distanza di circa 6 ore, raggiungendo fino a 4 metri di dislivello. Sebbene riconosca nelle maree una caratteristica unica delle spiagge del litorale kenyota e in generale dell’Africa orientale, non posso negare che il fenomeno costringa un turista a qualche limitazione. Ad esempio, a me non dispiace come non dispiacciono affatto i piccoli atolli e le piscine naturali che si creano con la marea bassa (l’acqua non sparisce mai del tutto ma diminuisce notevolmente). D’altra parte invece mio marito mi è sembrato abbastanza seccato perché gli piace nuotare e avrebbe preferito avere a disposizione il mare tutto il giorno. Perché è pur vero che nonostante siano molto scenografiche, le piscine naturali risultano in effetti poco “sfruttabili” per fare fare un bel bagno.

5. Invadenza dei “beach boys”

Dimenticatevi le passeggiate romantiche in riva al mare, i momenti di relax per prendere il sole sulla spiaggia e le rilassanti giornate a trascorse a dormire sotto l’ombrellone. Watamu è invasa dai Beach Boys, dei ragazzi quasi sempre molto giovani che stazionano i tratti più frequentati della costa del Kenya dove si trovano i principali hotel e villaggi turistici e che inseguono letteralmente ogni turista che provi anche solo ad avvicinarsi all’acqua. Il motivo è semplice. Vogliono vendervi qualcosa e per riuscirci ci proveranno in tutti i modi e con molta insistenza ma anche inventando le storie più assurde e strappalacrime che abbiate mai sentito. Sono furbi, scaltri e fanno leva sulla sensibilità delle persone ma non sono pericolosi. Almeno non tutti. Perché qualcuno potrebbe esserlo e non vorrei foste voi ad incontrarlo, per cui fate attenzione! La prudenza non è mai troppa. Se vi servono altre informazioni sul Kenya, potete leggere il mio post sulle 10 cose da sapere sul Kenya prima di partire.

Un commento

  1. Karola

    In effetti quello che mi è piaciuto meno, sono proprio i Beach Boys,un po troppo invadenti….. sarebbe stato bello fare una passeggiata sulla spiaggia senza essere disturbati ogni tanto. Ma ahimè era impossibile!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.