Cosa fare e vedere a Barcellona in 4 giorni

Mi rendo conto che aspettarsi di vedere Barcellona in soli 4 giorni seppur pieni significa chiedere l’impossibile. Sono davvero pochi per visitare tutte le attrazioni e appena sufficienti per un assaggio dei luoghi più interessanti. Io, però, non mi posso proprio lamentare perché, visto il mio stile di viaggio molto dinamico, sono riuscita ad andare in un sacco di posti. Quello che ha fatto la differenza è stato anche l’itinerario pianificato con cura prima di partire. Ecco perché ho deciso di condividerlo con voi: potrebbe tornarvi utile per un viaggio della stessa durata.

Primo giorno a Barcellona: La Boqueria, Parco Güell e Sagrada Familia

Dopo un giorno trascorso a Girona dove il nostro volo era atterrato e dopo aver raggiunto prima Barcellona in treno e poi il nostro hotel che si trova sulle Ramblas, ci siamo tuffati subito nella calura della capitale catalana per iniziare a conoscerla. La prima tappa è stata il mercato della Boqueria, a pochi minuti di cammino. Considerato come uno dei simboli più caratteristici di Barcellona,  La Boqueria è anche il mercato più famoso di Spagna e il più grande della Catalogna.

Eh già, un primato incontestabile se consideriamo che si estende oltre 2500 metri quadrati! Ne approfittiamo per pranzare e non abbiamo nessuna difficoltà a trovare qualcosa di nostro gradimento: c’è veramente l’impossibile, dalla frutta fresca ai succhi di frutta preparati al momento, al banco con pasta e secondi pronti da mangiare e venduti al peso con tanto di forchettina fino agli amatissimi coni di carta di carta da passeggio ripieni del famoso prosciutto iberico ma anche di formaggio e patate. Ci rifocilliamo e andiamo via.

C’è un sacco di gente però e una fila piuttosto lunga e facciamo un po’ di domande per capire quando potremo entrare. Essendo in possesso della press card, ci viene proposto allora di tornare più tardi prenotando un orario specifico in cui andare ed evitare inutili attese. Accettiamo e ne approfittiamo per fare un giro nei dintorni della Sagrada Familia e visitare il famoso Parco Güell, due delle tappe principali di un itinerario “Gaudì” a Barcellona. Fa veramente caldo e percorrere questo immenso Parco non è semplice ma è un posto talmente bello che ne vale proprio la pena.

A questo punto ci rimettiamo in marcia per tornare alla Sagrada Familia ed effettivamente con orario prenotato alla mano, in pochi minuti siamo all’interno della grande basilica cattolica, capolavoro dell’architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano. Non c’è una sola cosa che non ci lasci a bocca aperta ma non riesco ancora a spiegarmi come sia possibile che, dal lontano 1882, anno in cui iniziò la costruzione, non è ancora stata completata.

Secondo giorno a Barcellona: musei, Port Vell e Centre el Born

Approfittiamo della press card per visitare in mattinata un paio di musei in questa seconda giornata che ha, devo dire, un inizio “alcolico” visto che entrando al museo dell’erotismo ci viene offerto un calice di vino (un caffè, no?). Il museo è molto interessante ed istruttivo, nonostante quello che si possa pensare e c’è una simpatica Marilyn che sventola il suo vestito bianco da uno dei balconi del musei lasciando spazio all’immaginazione di quelli che passano di sotto. Dopo il Museo del sesso, ci spostiamo al Museu de Cera, il Museo delle cere.

Carino ma non paragonabile al Tussauds di Londra! Il tempo di scattare qualche foto in compagnia di John Lennon e Yoko Ono e via. A questo punto, ci regaliamo una meritata pausa pranzo al Port Vell attraversando la lunga passerella sul mare che ci permette di raggiungere il Centre Maremagnum, un posto favoloso pieno di negozi e pieno di ristoranti che offrono un gran numero di cucine diverse da quella giapponese a quella italiana. Dopo aver mangiato, riprendiamo il cammino e decidiamo di visitare il vicino Barcelona Aquarium.

Pare sia considerato il più grande d’Europa ma sinceramente non mi ha entusiasmato. D’altronde non amo posti come questo o come lo zoo dove gli animali sono tenuti in cattività. Per questo scelgo di non visitarli e spendere in altro ma stavolta essendo l’ingresso incluso nella press card ho voluto dargli una chance, sperando di ricredermi e non è successo. Assistere ” in diretta” alla scena dei pinguini che vengono nutriti può essere simpatica come cosa solo ad uno sguardo un po’ superficiale.

Io, ad esempio, non facevo altro che pensare: “ma perché dei poveri pinguini devono vivere a Barcellona, in una vasca, piuttosto che nel loro habitat naturale… al Polo sud“? Tanto per dire eh! Lasciamo l’Acquario con questa e altre domande che ci frullano per la testa e ci addolciamo con una visita che è più nel mio stile: il museo della cioccolata, Museu de la Xocolata in catalano. All’ingresso ci vengono regalate due buonissime barrette di cioccolato ed entriamo subito nel mood del museo. Che adoro!

Non solo perché amo la cioccolata perché le creazioni esposte in giro sono veramente fenomenali e di una precisione chirurgica. Tra le altre c’è anche la Sagrada Familia, una vera e propria opera d’arte. Non si può chiamarla in altro modo. La parte finale della giornata prima di concederci una bella cena a base di tapas la trascorriamo, invece, al Centre El Born ma vi risparmio la descrizione di quello che ho fatto e ho visto perché ne ho già ho parlato qui.

Terzo giorno a Barcellona: Bus Turístic, Sarrià e Mirador de Colom

Il terzo giorno veniamo un po’ rallentati dalla pioggia ma riusciamo comunque a fare una passeggiata al Parc de la Ciutadella (snobbando lo zoo adiacente). Appena torna il sereno decidiamo di provare il Barcelona Bus Turístic, il bus a due piani turistico di Barcellona (da non confonderlo con il Barcelona City Sightseeing). A bordo della linea blu, rivediamo parte del centro da una posizione privilegiata e raggiungiamo il quartiere di Sarria-Sant Gervasi. Scendiamo per una dare un’occhiata in giro e risaliamo sulla linea rossa alla volta di Montjuïc e del suo parco sopraelevato che raggiungiamo a bordo della teleferica.

Dopo un’oretta iniziamo la discesa dal parco di Montjuïc. Riprendiamo un altro bus e torniamo verso l’alloggio, non prima di esserci fermati al monumento a Cristoforo Colombo, dove decidiamo di entrare  al suo interno e salire sull’ascensore che conduce alla vetta del Mirador de Colom da cui si può godere del bellissimo panorama sulla città e sul complesso delle Drassanes. Da qui l’ennesima passeggiata sulle Ramblas è d’obbligo e così tra una statua vivente di Gaudì e una di Willy Wonka raggiungiamo il nostro hotel.

Quarto giorno a Barcellona: Le Ramblas e visita al quartiere El Raval

Siamo all’ultimo giorno purtroppo del nostro viaggio a Barcellona. Nel pomeriggio dovremo riprendere il treno per spostarci sulla Costa Maresme per cui cerchiamo di approfittare il più possibile della prima metà della giornata alzandoci presto e attraversando per l’ultima volta le Ramblas con la loro atmosfera sempre allegra e vivace, resa tale anche dal gran numero di turisti che passeggiano a tutte le ore del giorno e della notte, mangiando, bevendo e comprando souvenir.

Salutiamo definitivamente Le Ramblas e ci dirigiamo nel “pericoloso” quartiere El Raval. Eh già per ché c’è ancora qualcuno che, per la sua storia particolare, lo definisce così tanto da scosigliare di alloggiare da quelle parti. Un paio di giorni a Barcellona non mi renderanno di certo una profonda conoscitrice della città ma (almeno di giorno) io non ci ho visto proprio nulla di pericoloso. Di colorito, insolito, speziato quello sì e anzi vi consiglio di andarci e visitarlo anche voi. Sono sicura che mi darete ragione!

Vuoi qualche altro consiglio per organizzare un viaggio a Barcellona? Leggi questo articolo!

3 Commenti

  1. Davvero un’ottima guida, complimenti :). Mi fa venire voglia di tornare di nuovo a Barcellona. A proposito di questa stupenda città ho anche scritto un articolo (Le più pazzesche 45 cose da fare a Barcellona): se ti va, puoi darci un’occhiata e darmi un feedback 😉

  2. CRISTIANO

    Quando tornerò a Barcellona andrò sicuramente a godermi la vista dal Mirador del Colom di cui hai parlato. Anch’io non amo vedere gli animali in cattività, e all’acquario non ci sono andato e neanche allo zoo. Ho trovato molto suggestiva l’atmosfera della città, nei suoi vicoli e nei suoi quartieri particolare come la Barceloneta.
    Ho trovato poi un ristorante italiano il Plaza Real dove ho mangiato benissimo…..so già che riceverò critiche perchè quando si va all’estero bisognerebbe cercare di scoprire la cucina locale, e l’ho anche fatto, ma quando trovo qualcosa di italiano è più forte di me…..
    La Sagrada Familla ho potuto vederla solo da fuori, perchè non avendo la prenotazione online quando ho visto la coda (nonostante era mattina presto) ho lasciato perdere. Dei musei avevo visto quello di Picasso, che nonostante non sia amante dei musei ho trovato molto interessante……a me non hanno offerto il vino, ma lo avrei sicuramente gradito
    Io avevo l’albergo all’exemple della Carrer Aragòn
    Buona giornata
    Cristiano

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