Il mio primo approdo a Bucarest è stato l’Aeroporto di Bucarest Henri Coandă, conosciuto anche come Aeroporto di Bucarest-Otopeni, il principale aeroporto della capitale rumena, intitolato a Henri Coandă, ingegnere, scienziato e pioniere dell’aerodinamica. Si trova al di fuori dell’area urbana della capitale, nella città omonima di Otopeni, circa a 16 km dal centro ed è costituito da un unico terminali diviso in due aree, zona partenze e zona arrivi, tra i quali si possono trovare tanti bar, negozi e café.

Mi era stato detto che, considerando la convenienza del cambio in Romania, mi conveniva senz’altro prendere un taxi che, in mezz’ora circa e per pochi euro (circa 5-6) mi avrebbe portato al mio hotel di Bucarest. Così, dopo aver recuperato le nostre valigie, abbiamo raggiunto l’uscita ma c’era una dinamica in atto che non capivamo. I taxi c’erano e di tutte le compagnie ma le persone non salivano normalmente, aspettavano e così anche i tassisti.

All’inizio pensavamo che si trattasse di una fila e che ci fossero delle precedenze ma poi, con il freddo e l’attesa che si prolungava, ci siamo avvicinati ad un taxi e abbiamo chiesto di portarci in Bulevardul Schitu Măgureanu, dove si trova Volo Hotel, l’hotel scelto per questo viaggio. Ci viene detto un po’ bruscamente “commanda, commanda” e allora capiamo che i taxi arrivano dietro chiamata del passeggero e, quindi, anche i passeggeri aspettano di salire non su un taxi qualsiasi ma su quello che hanno chiamato.

Ma chiamato come? Chiediamo ad un operatore aeroportuale e lui, molto sorpreso dalla domanda, ci spiega che la “commanda” va fatta all’interno. E, infatti, all’interno troviamo delle strane macchinette automatiche in cui sono tutti impegnati a prenotare il taxi. Quando arriva il nostro turno, scegliamo una delle tre compagnie che ci erano state suggerite (Speed Taxi, Taxi Pelicanul e Meridian Taxi), tempo di attesa tre minuti e andiamo fuori con il ticket ad aspettare.

In tre minuti arriva il taxi (lo riconosciamo dal numero sull’auto che corrisponde a quello del biglietto), saliamo e attraversando una Romania innevata e una Bucarest piena di luci, arriviamo, dopo circa 30 minuti, a destinazione spendendo appena 30 lei che corrispondono a 6 euro, una cifra sicuramente accessibile. Per chi volesse risparmiare ulteriormente c’è anche il bus, comunque.

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La linea RATB Express n. 783 raggiunge Piata Victoriei e Piata Unirii in 45 minuti circa e dalle 5.30 fino alle 20.00 e poi ogni 30 minuti per il resto della giornata; il sabato la domenica e festivi ogni 30 minuti per un costo irrisorio di 8,10 lei. Le altre due possibilità sono il trasferimento privato in auto tra l’aeroporto OTP e qualsiasi luogo a Bucarest o viceversa e il treno “Expres Henri Coanda” che l’aeroporto con la Gara de Nord, la stazione ferroviaria centrale.

In questo caso, però, questo mezzo comporta un ulteriore spostamento per raggiungere la fermata a 1,2 km dall’aeroporto, possibile attraverso un piccolo trasferimento in autobus, sincronizzato con l’arrivo dei treni per un tempo di percorrenza di circa 50 minuti. Idem per il ritorno e quando siete a Bucarest potete continuare ad usare gli stessi mezzi e, in più, la metropolitana, il più veloce ed utilizzato mezzo di trasporto pubblico locale.

La prima linea, la M1, è stata inaugurata il 16 novembre 1979 e a questa se ne sono poi aggiunte altre tre la M2, la M3 negli anni immediatamente successivi e e la M4 del 2011. Queste linee riescono a coprire ben 70 km e attraversano la città con 51 stazioni. Noi ci siamo sempre affidati al taxi durante la nostra permanenza per il prezzo conveniente e anche per tornare in aeroporto perché avevamo il volo presto e visto il periodo festivo c’era il traffico da tenere in considerazione. Piccolo suggerimento prima di prendere il taxi a Bucarest:

  • affidatevi alle compagnie che vi ho scritto sopra e fate attenzione che abbiano la scritta 1,39 lei che corrisponde alla tariffa standard più onesta;
  • per lunghi tragitti concordare il prezzo prima di salire in taxi;
  • controllate che il tassista disponga del contatore dei chilometri.

Per il resto, fate buon viaggio, divertitevi e soprattutto socializzate. Abbiamo avuto qualche bella conversazione con i tassisti di Bucarest e, nonostante le difficoltà linguistiche, il freddo e un lavoro senz’altro duro, si sono mostrati sempre molto ben disposti a chiacchierare, rispondere alle nostre domande e raccontarci qualcosa della Romania. Con un tassista abbiamo parlato di politica, di lingue, di economia e ascoltare il suo punto di vista sulla società rumena attuale è stato molto interessante. Ci ha offerto un punto di vista dall’interno, utile per capire meglio il paese che stavamo visitando.

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Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.