Carnevale di Bosa: suoni e colori della Sardegna in festa

Siete mai stati al Carnevale di Bosa? Io sì, l’anno scorso… ad agosto! Eh già, perché a Bosa hanno un’esclusiva: il doppio Carnevale! Il primo, quello ufficiale, si festeggia in inverno; il secondo, introdotto da alcuni anni, si festeggia il sabato precedente a Ferragosto ed è arrivato alla sua XVI edizione. Voglio anche spiegare che ai tempi del Carnevale di Bosa Ti racconto un Viaggio non era ancora nato.

Molte delle cose che ho fatto e dei posti che ho visitato, quindi, sono al momento ancora chiusi nel cassetto dei ricordi, in attesa di venire finalmente allo scoperto e arrivare a voi. Spero di riuscire a recuperare tutti i ricordi anche se alcuni sono un po’ sfocati ma ce la metterò tutta, prometto! L’antico borgo di Bosa si trova in provincia di Oristano, dove sorge anche la magnifica Penisola del Sinis.

Abitata fin dall’epoca fenicia ed è stata in seguito colonizzata dai romani. Sorge nella valle del fiume Temo, il solo navigabile in Sardegna ed è famosa per la lavorazione e l’esportazione del corallo, così come per la lavorazione dei tessuti, per i ricami di filet e per i cesti intrecciati che richiama una tradizione sarda antichissima e tramandata di generazione in generazione: l’iscarionzu.

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Sto parlando della tecnica di lavorazione dei cesti con fibre di asfodelo, pianta molto diffusa nell’isola e chiamata iscaria in sardo. La prima cosa che colpisce l’attenzione arrivando a Bosa è il suggestivo scenario creato dal fiume che attraversa la città e la divide in due parti rendendo ancora più particolari le casette colorate adagiate lungo i suoi argini.

Un cenno merita anche il Ponte sul Temo, considerato uno fra i trenta ponti più belli d’Italia insieme al Milvio e quello dei Sospiri che al visitatore una immagine da cartolina: il ponte che si specchia sul fiume, alle spalle le case aggrappate al colle di Serravalle sovrastato dal castello dei Malaspina, edificato nel XIII secolo dai marchesi Malaspina, originari della Lunigiana e raggiungibile tramite una scalinata lunga e ripida.

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La nostra destinazione, però, è il centro storico dove prenderà vita la sfilata dei carri del Carnevale di Bosa, chiamato ancora oggi Karrasegare, termine utilizzato anche per indicare i tre giorni finali e i più importanti della festa del Carnevale invernale: domenica, lunedì e martedì. Sia al Carnevale ufficiale che a quello estivo comunque non possono mancare i suoi due personaggi principali.

I primi sono i Gioldzi (il Re Giorgio, simbolo del Carnevale rappresentato da un fantoccio di stracci con una botte per pancia), i secondi, invece, corrispondono alle maschere di “s’attittidu” (lamento funebre) che insieme ad altre più contemporanee si esibiscono in sfilate e balli lungo le vie del corso e del centro storico. Per i bosani il Carnevale di Bosa è anche in estate un momento importante, atteso con trepidazione.

Questo perché è considerato più di un semplice Carnevale ma una una rappresentazione di ciò che accade in inverno. Certo il caldo non agevola nell’indossare maschere e travestimenti ma le luci, i suoni, i colori e l’aria di festa che si respira nel bordo sardo valgono la fatica. Perché il Karrasegare è da sempre per i sardi un momento speciale dell’anno.

Capace di far tornare in vita miti e leggende della Sardegna, un’isola meravigliosa che, oltre a vantare mare e spiagge incantevoli per le quali è famosa e amata in tutto il mondo, il Carnevale sardo porta con sè grandi tradizioni e un bel pizzico di sana ironia. E voi avete mai partecipato ad un Carnevale estivo? Io a Bosa mi sono divertita… se ad agosto siete in vacanza da queste parti, fateci un salto! 

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