Mentre ero alla ricerca di informazioni per il mio itinerario di viaggio nell’Est Europa mi sono imbattuta spesso nella parola Mitteleuropa. Non che non la conoscessi già ma non avevo mai approfondito più di tanto l’argomento. Dopo essere diventata la mia meta di viaggio, però, mi ha incuriosito e, una volta tornata, ho iniziato a fare qualche ricerca. Tra le prime cose che ho letto c’è una frase di Milan Kundera, scrittore, poeta, saggista e drammaturgo francese di origine cecoslovacca.

Milan Kundera dà una definizione molto suggestiva della Mitteleuropa:  “la Mitteleuropa non è uno Stato. È una cultura o un destino. I suoi confini sono immaginari e devono essere ridisegnati al formarsi di ogni nuova situazione storica.Quasi magica e un po’ misteriosa rispecchia, tuttavia, l’identità dei paesi che la compongono e, pur essendo molto diversi tra loro, i paesi della Mitteleuropa hanno un qualcosa in comune che li tiene assieme, come un filo invisibile che non si vede ma c’è ed è percepibile in molti aspetti della loro vita e cultura.

Ma quali sono questi paesi della Mitteleuropa e qual è questa cultura che li lega? Dato che una definizione assoluta non è possibile e dato che non sono stati stabiliti dei confini geografici precisi, di solito, con i paesi della Mitteleuropa si fa riferimento ad Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Liechtenstein, Germania, Polonia e Svizzera. E cosa hanno in comune questi paesi? Con l’esclusione degli ultimi tre, gli altri rappresentano i territori un tempo occupati dall’impero asburgico.

Qui sono fiorite la cultura e la lingua tedesca, i numerosi dialetti di quest’ultima, compreso l’Yiddish, parlato dalle popolazioni ebraiche insediate in tutta quest’area fino al loro sterminio a opera del regime nazista. E se la seconda guerra mondiale ha smantellato l’identità espressa dalla Mitteleuropa, la guerra fredda ne ha distrutto ogni legame politico ed economico facendo scomparire la vivace atmosfera culturale di cui erano stati protagonisti scrittori come Franz Kafka e Franz Werfel. Le cose sono un po’ cambiate solo dopo la guerra fredda.

In questa fase di distensione, infatti, l’Europa centro-orientale si è rimpadronita la sua identità, prima di tutto, ed a recuperare la sua indipendenza politica, economica e culturale senza riuscire però, a ripristinare i valori ed i legami esistenti nella regione nella prima parte del ventesimo secolo. I vent’anni successivi, tuttavia, i paesi della Mitteleuropa si sono avvicinati a quelli dell’Unione Europea non solo a livello politico ed economico ma anche a livello culturale, cambiamento sicuramente positivo per una regione che ha vissuto sulla sua pelle le conseguenze di regimi autocratici, genocidi, pulizia etnica e sovranità limitata. 

Questo è il motivo per cui città come Praga, Vienna, Budapest, Bratislava pur nella loro diversità raccontano la stessa storia da quella della monarchia asburgica che ha esercitato il suo dominio per secoli fino al 1800 alle due guerre mondiali, il blocco sovietico e la guerra fredda, la cui fine ha permesso a questi paesi di entrare finalmente in un processo di rinascita, indipendenza e transizione democratica.

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Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.