Blog tour da incubo: come riconoscerli e perché rifiutare l’invito

Blog tour, che meraviglia! Occasioni davvero speciali di vivere esperienze esclusive di viaggio e condivisione che normalmente sarebbe difficile o dispendioso fare. Amo molto i blog tour, sia quelli di gruppo che quelli individuali realizzati in collaborazione con enti del turismo, tour operator e agenzie di viaggio ma devo ammettere che non sempre si rivelano all’altezza delle aspettative, sia per ambiguità del programma che scarsa organizzazione e se ci aspetta che il blogger vi partecipi peraltro senza essere retribuito, queste criticità andrebbero affrontate e risolte.

Vi ho già parlato di blog tour, cosa sono e come funzionano per cui in questo articolo affronterò la questione da un altro punto di vista, ovvero quella dei blog tour da incubo per aiutarvi a riconoscerli partendo da alcune situazioni che mi sono capitate e per spiegarvi perché non sempre vale la pena partecipare e che, anzi, rifiutare l’invito è in alcuni casi la decisione migliore da prendere per evitare perdite di tempo e di denaro. Per quanto mi riguarda, li considero blog tour da evitare e a cui rinunciare senza rimorsi quando..

Non coprono le spese di viaggio

Questo è il punto di partenza, la base da cui ogni blog tour dovrebbe partire: pagare le spese di viaggio al blogger invitato. Il motivo è a dir poco scontato e non dovrebbe esserci bisogno di spiegarlo ma pare che per molti organizzatori di blog tour non sia ancora molto chiaro. Ebbene, un travel blogger serio non è un perditempo sfaccendato ma un professionista che lavora con il suo blog ed il blog è uno strumento con il quale monetizza per cui non può investire il suo tempo e le sue competenze nella promozione di attività di terzi, senza essere retribuito, e per di più rimettendoci di tasca propria.

Sembra che ti stiano facendo un piacere

Per i motivi sopra esposti, se un blogger decide di accettare l’invito ad un blog tour, senza essere retribuito, bisognerebbe trattarlo con rispetto ed educazione e apprezzare il fatto che decida di investire il suo tempo e le sue competenze nella promozione di attività, prodotti o servizi altrui e non trattarlo come uno che tanto scrocca, che magna a sbafo e che vuole solo viaggiare gratis perché sarà vero per qualcuno ma non per tutti e per un blogger professionista può essere fastidioso anche solo avere l’impressione di essere visto in questo modo.

Non sono chiari sul tipo di alloggio

Non mi interessa pernottare in un 5 stelle o di dormire nella suite imperiale mentre partecipo ad un blog tour ma quantomeno di conoscere il luogo dove alloggerò, per partire tranquilla ed essere a conoscenza di tutti i dettagli del viaggio. Purtroppo, però, recentemente ho dovuto constatare che non la pensano tutti in questo modo. E cosi, quando all’ennesima mail inviata per chiedere il nome, la location dell’alloggio e il tipo di sistemazione ho ricevuto dagli organizzatori del blog tour l’ennesima risposta vaga, ho preferito dire “no, grazie. Passo”. 

La comunicazione non è fluida

Lo scambio di email/telefonate tra chi organizza un blog tour e chi è invitato deve essere facile, fluido, veloce. Mi è capitato di rispondere positivamente ad un invito e ritrovarmi tutto il viaggio organizzato in pochi giorni e invece di dover, in altri casi, aspettare anche settimane per ricevere una semplice risposta ad una mail, magari neanche troppo garbata. Mi dispiace, forse sarò un po’ drastica, ma per me una comunicazione efficace è il primo segnale di affidabilità. Quando viene a mancare questa, si inizia a perdere l’entusiasmo ancora prima di valutare la propria disponibilità.

Hanno un programma approssimativo

Lo ripeto. Un travel blogger serio è un professionista. Lo so, in tanti si improvvisano e si definiscono travel blogger dopo aver scritto due articoli, spesso vogliono solo approfittare dei vantaggi di essere travel blogger e si accontentano di qualsiasi cosa pur di viaggiare gratis ma chi lavora con serietà si aspetta organizzazione, correttezza e un programma di viaggio preciso e possibilmente attinente ai suoi interessi e al tipo di contenuti trattati dal blog. Questo non è solo importante per il blogger ma anche per chi organizza, se si vuole davvero ottenere il massimo profitto dall’esperienza di blog tour.

Pretendono molto lavoro dal blogger

Invitare un travel blogger ad un blog tour non significa sfruttare le sue competenze per sempre. È giusto pretendere la sua collaborazione, il suo supporto, la sua presenza attiva per la promozione delle destinazioni e delle attività che visita e in cui viene coinvolto così come è giusto che una volta rientrato dall’esperienza di blog tour condivida le sue impressioni sul blog e i suoi canali. Tuttavia, a maggior ragione se non è prevista alcuna retribuzione, chiedergli di pubblicare e condividere post su ogni social media esistente per ogni cosa che si vede durante il tour o di pubblicare ulteriori materiali e fare promozione a titolo gratuito anche dopo mi sembrano francamente pretese eccessive.

Tu cosa ne pensi, secondo te partecipare ad un blog tour è sempre una buona idea?

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