La Basilica di San Miniato al Monte domina e veglia su Firenze

Sono sicura che concorderete: Firenze è una delle più belle città al Mondo! Capitale indiscussa di arte, architettura, poesia, magia, buon cibo e bellezza, a Firenze ci sono dei luoghi dove il tempo sembra fermarsi, dove ci si sente sospesi tra cielo e terra. E salendo verso la Basilica di San Miniato al Monte si provano esattamente queste sensazioni.

Qualche cenno storico. Come la Basilica di  Ayasofya ad Istanbul, anche questa perla fiorentina è ricca di storia e fascino. Situata in uno dei punti più alti e panoramici del Capoluogo toscano, la Basilica di San Miniato al Monte è un chiaro esempio di stile romanico fiorentino ed è intitolata al primo martire della città. La sua storia si fonda su una leggenda che ha molto di suggestivo.

Si racconta, infatti, che l’eremita San Miniato venne decapitato nel 250 durante le persecuzioni anticristiane e che se ne andò, con la sua testa in mano, a morire lì dove ora si erge questo capolavoro di architettura (il Mons Fiorentinus). Ma la costruzione della Basilica vera e propria fu avviata solo nel 1013 sotto il vescovo Alibrando e completata solo nel XII secolo. Il primo ordine religioso ad abitarla fu quello dei benedettini, mentre dal 1373 ad oggi è dimora della Congregazione Olivetana.

La Magia. Per arrivare alla Basilica di San Miniato al Monte, dall’altra parte dell’Arno, bisogna salire su uno dei luoghi più alti della città e, “scalando” i gradini che portano al piazzale antistante questo capolavoro d’arte e architettura, il colpo d’occhio è immediato. Da questa altezza gli occhi si trovano ad ammirare incantati un panorama mozzafiato che domina Firenze e le sue bellezze, quasi come se ci si trovasse a contemplare una cartolina o un’immagine di un’epoca lontana, fermata nel tempo, dove il silenzio gioca un ruolo importante rendendo tutto più suggestivo e magico.

Le ore migliori per godersi questo spettacolo sono quelle della mattina presto e del tramonto, l’ora in cui tutto assume colori più caldi e Firenze diventa color seppia, come in una foto vintage. Qui si respira un’aria diversa, serena e rilassata, lontani dal caos, dallo stress, da tutto e da tutti. Si respira un’aria mistica, si ha la sensazione di trovarsi in un angolo di Paradiso, soprattutto quando si rivolgono gli occhi alla facciata della Basilica di San Miniato al Monte, una sensazione molto simile a quella che si prova ammirando gli scorci che offre il piazzale della Cattedrale di Santa Maria Annunziata ad Otranto.

La facciata. Iniziata nell’XI secolo è divisa in due fasce: quella inferiore, con i 5 archi a tutto sesto retti da colonne in serpentino con base e capitelli in stile corinzio, e la parte superiore, che svela la reale geometria della Basilica, le 2 falde simmetriche laterali infatti indicano che le navate sono 3.

La prima fascia sottolinea lo stretto legame con l’arte Romana dei templi pagani, gli archi, infatti, reggono un pronao. Dal punto di vista decorativo, invece, risale al 1260 il mosaico raffigurante Cristo tra la Vergine Maria e San Miniato presente nel riquadro superiore della facciata, mentre il frontone riprende lo stile del primo ordine con 9 archi verdi e bianchi su cui figurano una candelabre e una croce.

Il campanile. Dopo il crollo del 1499, la sua ricostruzione subì una battuta d’arresto nel 1530 durante l’Assedio di Firenze, ma Michelangelo riuscì a proteggerlo con dei materassi dagli attacchi nemici. Tuttavia il campanile della Basilica di San Miniato è stato sottoposto a diversi lavori di restauro, nel 1535 e nel 1908, mentre nel 1929 vennero sostituite le 4 campane (la più pesante raggiunge i 40 quintali!), ma il suo aspetto risulta ancora un po’ scarno e differisce notevolmente dalla facciata.

L’interno. Se l’esterno di San Miniato al Monte e l’incredibile vista su Firenze vi hanno regalato emozioni forti, aspettate di vedere l’interno della Basilica, che ha molto di straordinario. Lo stupore è la prossima emozione che vi aspetta appena varcato l’ingresso. Il coro e il presbiterio, infatti, sono situati su una piattaforma sopra la cripta e, dalle 2 navate laterali, tramite 2 scalinate, si accede al livello superiore. Per accedere alla cripta, invece, occorre scendere i gradini che si trovano dietro l’altare inferiore.

Di solito è in questo piccolo spazio raccolto che si celebrano le messe infrasettimanali. Un altro bellissimo colpo d’occhio viene dato dall’arco con tarsie marmoree al centro della navata centrale che ha la stessa forma dell’arco situato dietro l’abside. Certo non sono da meno, per magia, fascino e suggestione, i luoghi de “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino

Cripta. E’ la parte più antica della Basilica, risalente all’XI secolo, sul quale si erge l’altare maggiore che, secondo la leggenda, custodisce le ossa di San Miniato. Il suo soffitto è caratterizzato da volte a crociera sorrette da 38 colonne che dividono la cripta in 3 navate centrali e 4 laterali. La Basilica di San Miniato al Monte è caratterizzata anche da un bellissimo coro rialzato e dal presbiterio che ospitano un pulpito romanico del 1207.

Alla Sagrestia si accede, invece, dalla navata sinistra del presbitero, mentre alla Cappella del Cardinale del Portogallo dalla navata sinistra. Completa la configurazione della Basilica il monastero adiacente la struttura, completamente restaurato nel 1924 e da allora dimora dei Benedettini Olivetani. Vi ho dato abbastanza motivi per “scalare la vetta” che porta al cospetto di questa bellezza?! Mi sa proprio di sì.

 di Maria Chiara Saporito

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