Credo che “diversificare” sia stata la parola d’ordine delle nostre 3 settimane nel sud est asiatico. Questo perché abbiamo cercato di realizzare un itinerario possibile che ci consentisse di trascorrere un tempo adeguato in ognuna delle nostre tappe, senza sacrificare niente e al tempo stesso senza restare troppo in un posto rischiando di non vedere altro. Ed è per questo che ad un certo punto, seppur a malincuore, abbiamo lasciato le isole Gili e abbiamo fatto rotta verso Senggigi.

Questa cittadina nella parte settentrionale di Lombok è, a detta di tutte le guide che ho consultato, la principale località turistica dell’isola ma non così turistica come Kuta, nella vicina Bali, e con un mare decisamente più bello. In effetti, il mare di Lombok non ci ha delusi. L’abbiamo trovato pulito, pieno di pesci e di coralli, perfetto per nuotare e al tramonto regala un panorama da sogno. Mare e tramonti a parte, però, non siamo rimasti particolarmente entusiasti ed è un posto dove credo che non tornerei, ma ecco perché…

1. Venditori ambulanti molto insistenti

venditori_ambulanti_insistenti_lombok_senggigi

Può essere un motivo per cui sconsigliare a qualcuno di andare in un posto? Non lo so ma per me è stato uno dei motivi che non mi hanno fatto apprezzare del tutto Senggigi. Fin dalle prime ore del mattino, che si andasse in spiaggia o che si uscisse in città per fare una passeggiata, c’era sempre qualcuno pronto a placcarti, per offrirti le sue mercanzie e servizi, in qualunque momento, dalla frutta ai teli del mare, dal giro in barca al passaggio per l’aeroporto e a lungo andare risulta davvero snervante. L’unica piccola “via di salvezza” è stata utilizzare le tre parole magiche “Tidak, terima kasih” (“No, grazie” in indonesiano). Funziona alla grande!

2. Lusso VS Povertà

senggigi_poverta_lombok

Sono dell’opinione che possiamo iniziare a farci un’idea del luogo che visiteremo a partire dalla ricerca dell’alloggio perché di solito la tipologia di alloggi disponibili rispecchia un certo tipo di territorio e di concezione di turismo ma probabilmente Senggigi è l’eccezione. Gli hotel e le catene alberghiere di alto livello stridono con il contesto in cui si trovano, caratterizzato perlopiù da case fatiscenti, ristorantini spartani, street food, negozi di cineserie e la cosa non mi è piaciuta. Mi faceva sentire come una straniera riccona che si può permettere la vacanza da 3 milioni di rupie mentre la povera gente muore di fame.

3. Atmosfera poco rassicurante

Durante i miei 3 giorni a Bali, mi è capitato spesso di imbattermi in stradine buie ed isolate e di camminare, di sera, lungo decine di case silenziose senza mai incontrare un’anima viva ma mi sentivo al sicuro. A Senggigi, c’è un’atmosfera diversa. Non dico che sia  un posto pericoloso ma non l’ho trovato rassicurante come Bali. La gente del posto tende a fissarti e ti lancia occhiate strane (curiosità, fastidio chi lo sa). Certo, non si può generalizzare perché c’erano tante persone socievoli. Altre, invece, non sembravano molto contente di averci tra i piedi E, poi, se non compri non sei nessuno. Un secondo dopo il tuo “no, grazie”, il loro sorriso forzato è già sparito chissà dove. I know, sad but true!

4. Tour guidati “obbligatori”

senggigi_lombok_Jalan_Raya

Senggigi corrisponde alla trafficata Jalan Raya, lungo la quale sorgono hotel, ristoranti e negozietti. Non ha un centro e questo è normale per l’Indonesia ma, a differenza di un posto come Ubud che pure non ha un vero e proprio centro ma dove puoi uscire, a piedi, e visitare qualche tempio o qualche altra attrazione in autonomia, a Senggigi sei obbligato a prenotare un tour per qualunque cosa tu abbia intenzione di fare. Se non ci credete date un’occhiata alle “Cose da vedere a Senggigi” elencate da Tripadvisor. È tutto un susseguirsi di tour culturali e gite turistiche private, giri in barca, corsi di yoga, di cucina e di snorkeling. Non una singola cosa da vedere camminando per la città.

5. Prezzi alti e turistici

Senggigi è uno dei posti dove la vita costa più cara per un turista. E io che pensavo che fosse anche più economica di Bali! Non me lo so spiegare. Forse è così perché essendoci pochi turisti, la gente del posto deve alzare i prezzi per campare o forse perché è abituata ad un tipologia di turista che ha parecchio da spendere. Ad ogni modo, la roba costa e non poco e mi è capitato più di una volta di trovare i prezzi dei venditori ambulanti anche il triplo più cari di quelli dei negozi. Insomma, bisogna stare anche attenti alle fregature. Molti venditori cercheranno di rifilarvi la storiella che non hanno venduto niente tutto il giorno. Beh, non cascateci!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.