5 motivi per cui ho deciso di non pubblicare le foto di mio figlio sui social

Da quando ad Aprile sono diventata mamma, dopo un viaggio lungo nove mesi, non è passato un solo giorno senza che io abbia fatto qualche foto a mio figlio. I bambini, soprattutto da neonati, crescono e cambiano così velocemente e scattargli delle fotografie, giorno dopo giorno, mi aiuterà a fissare nella mente gli stadi più importanti della sua crescita. Fin dal giorno della nascita, però, ho deciso di non pubblicare le foto di mio figlio appena nato sui social, se non di lato o di spalle, stando sempre ben attenta, quindi, a nascondere il suo tenero visino e l’ho fatto per proteggerlo, in primis dal voyerismo e dalla sovraesposizione mediatica dei nostri tempi, ma anche da altri potenziali “pericoli”.

1. Pedopornografia

Il primo motivo per cui ho deciso di non pubblicare le foto di mio figlio sui social riguarda uno dei pericoli più seri e, purtroppo, anche più comuni relativo al fenomeno della pedopornografia. La sola idea che il suo corpo e il suo visino possano essere utilizzati e divulgati per scopi pedopornografici mi fa rabbrividire, eppure il rischio che si corre esponendo i propri figli nel mercato della rete, è più frequente di quanto si possa pensare. D’altronde, non è più solo il singolo ‘appassionato’ a fare danni ma la presenza di circoli e giri di pedopornografici molto attivi che utilizzano le immagini dei nostri figli a scopo di lucro o comunque per interessi personali.

2. Malintenzionati

Le foto dei nostri figli, attraverso i social, possono essere raggiunte da un numero considerevole di persone, conosciute e non, che possono dimostrare un interesse genuino e spassionato, senza secondi fini, oppure, al contrario, avere altre intenzioni, non proprio buone, e magari essere interessati a loro in maniera poco ortodossa. Non è così frequente ma neppure irrealistico il rischio che persone di questo genere (non per forza pedofili ma anche semplicemente stalker, curiosi o persone morbose) possano avvicinarsi troppo ai nostri bambini dopo averli magari visti più volte in foto online e magari captare dove vivono, dove vanno a scuola, chi frequentano, e tante altre informazioni sensibili che sarebbe meglio restassero private.

3. Pratica del fotomontaggio

A questo si aggiunge, la pratica del fotomontaggio attraverso cui pedofili e malintenzionati possono non solo “rubare” ed utilizzare le immagini a nostra insaputa ma anche modificarle. Si pensi infatti al valore aggiunto che hanno immagini moltiplicate più e più volte a partire dagli stessi bambini reali (e dunque senza troppi rischi materiali) ma giungendo ad ottenere un numero assai significativo di immagini pedopornografiche che sembrano ‘nuove’ e dunque più appetibili”. Non è più necessario, infatti, che le pose siano sessualmente lascive o esplicite. Basta un’innocente foto del bagnetto per diventare materiale di consumo facilmente accessibile alle lobby di pedofili presenti in rete.

4. Tutela della privacy

La privacy, questa sconosciuta. Ormai, con l’avvento dei social, la linea sottile tra privato e pubblico si è quasi del tutto cancellata. Eppure è proprio la privacy un altro dei motivi per cui non voglio pubblicare le foto di mio figlio sui social. Mi sono chiesta: “cosa avrei pensato io se i miei genitori avessero pubblicato le mie foto online quando ero piccola?” e penso che non ne sarei rimasta così entusiasta, soprattutto vedendo come si è involuto per certi versi il mondo virtuale. Perché allora dovrei imporgli una scelta senza consultarlo, pubblicando le sue foto senza il suo consenso e negando di fatto il suo diritto alla riservatezza, diritto che, fino a che il fanciullo non sarà maggiorenne, toccherà a me e suo padre tutelare e difendere?

5. Rischio di sanzioni

Infine, il rischio di denunce e sanzioni, peraltro salatissime. Lo ha stabilito il Tribunale di Mantova, in una pronuncia del 19 settembre 2017, affermando l’imprescindibilità del consenso di entrambi i coniugi per la pubblicazione delle foto e ordinando la rimozione delle foto inserite. Il tribunale ha, inoltre, specificato che il consenso, per essere valido, dovrà essere prestato dai soggetti esercenti la responsabilità genitoriale, in vece dei propri figli, concordemente fra loro e senza arrecare pregiudizio all’onore, al decoro e alla reputazione dell’immagine del minore (art. 97 L.n. 633/41). Insomma, pubblicare le foto dei nostri figli, non sarà un reato ma credo che i motivi per non farlo siano più che sufficienti.

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