5 cose da fare (e vedere) a Santa Teresa di Gallura

Negli ultimi decenni Santa Teresa di Gallura ha subito ristrutturazioni radicali, capaci di accogliere nel migliore dei modi le richieste di un turismo, sempre più sviluppato ed esigente. Anticamente conosciuta come Lungosardo e chiamata ancora Lungoni dai suoi abitanti, la cittadina è stata poi ribattezzata Santa Teresa di Gallura per volere del re di Vittorio Emanuele I, in onore della Moglie Maria Teresa. E, nonostante le dimensioni contenute, le cose da fare non mancano.

1. Girare per il centro storico

Arrivando verso Santa Teresa di Gallura ci si trova a percorrere un lungo stradone animato da casette colorate e negozi di ogni tipo, che lascia intravedere uno dei luoghi principali della cittadina sarda: la Chiesa di San Vittorio, costruita nel 1838 al centro della piazza omonima, piazza principale della cittadina sarda. La piazza di San Vittorio è uno dei pochi luoghi ad aver mantenuto il nome originario. Intatta è anche la presenza di attività commerciali dalle botteghe artigianali, alimentari, piccole e accoglienti alle pescherie, negozi di frutta e verdura, macellerie che offrono prodotti locali genuini grazie alla tradizione agricola e pastorale della zona.

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2. Visitare la torre di Longosardo

Proseguendo oltre la Piazza verso il mare, ci si ritrova dopo qualche minuto di cammino di fronte alla torre di Longosardo, risalente al XVI secolo. Si tratta di un un luogo storico di notevole importanza ed è per questo che la troverete  ritratta spesso in guide di viaggio, depliant e cartoline. Prende il nome dall’omonimo castello trecentesco, distrutto nel 1422 e in passato deteneva diverse funzioni: di controllo dei traffici, di difesa contro gli assalti dei corsari e di blocco verso possibili attività di contrabbando dalla Corsica. Smilitarizzata nel 1867 questa torre aragonese è oggi l’icona di Santa Teresa di Gallura.

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3. Rilassarsi sulle sue spettacolari spiagge

A completare il quadro sono le sue magnifiche spiagge, in particolare, quella di Rena Bianca. Con le sue acque color smeraldo e una spiaggia di sabbia bianca e fine, immersa in un contesto naturale selvaggio ed incontaminato, questa spiaggia rappresenta una meta estiva di grande bellezza. In passato poco nota ai turisti, Rena Bianca è oggi, soprattutto nei mesi più caldi dell’estate, preda di bagnanti e visitatori, affascinati dall’alternarsi del veder della folta vegetazione e mare turchese e limpidissimo, che dal 1987 riceve il riconoscimento di Bandiera blu d’Europa.

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4. Fare una gita giornaliera a Bonifacio

Il paese si trova in una posizione meravigliosa e strategica sia dal punto di vista naturalistico e panoramico che turistico. Infatti, a Nord-Est abbiamo l’arcipelago della Maddalena, ad ovest si affaccia sul Mar di Sardegna e a Nord si estende la costa meridionale della Corsica da cui è separata dalle Bocche di Bonifacio, cittadina corsa meridionale facilmente raggiungibile dalla Sardegna con un traghetto giornaliero su cui ci si può imbarcare a piedi o con il proprio mezzo. L’ora di percorrenza vale ogni minuto!

5. Immergersi nel silenzio della Valle della Luna

Una visita all’incantata Valle della Luna, ultimo paradiso degli hippie in Sardegna, è d’obbligo per gli appassionati di natura, mare e paesaggi selvaggi. D’altronde dista solo pochi minuti in auto e, nonostante la scarpinata necessaria per raggiungerla, visitare questo luogo sospeso nel tempo è un’esperienza unica, assolutamente da provare. Non troverete un posto così da nessun’altra parte, garantito!

Per altre foto della Sardegna, seguite l’hashtag #mylifeinsardegna sul mio profilo Instagram!

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3 Commenti

  1. Anna Maria

    Attenzione, cara scrittrice, perché con qst articoli e foto accattivanti…noi “pigri di far valigie” ci accontentiamo di visitare luoghi stupendi stando comodamente in poltrona. Solo i “pigri”, però; in realta spingono a muoversi, recarsi sul posto ed esplorare come tu suggerisci.
    Brava, continua, perché ti seguiamo con interesse.

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