Instagram è diventato un posto molto brutto in cui stare. Ammetto di aver iniziato ad usarlo con entusiasmo e per divertimento e di assistere giorno dopo giorno, mese dopo mese alle continue evoluzioni che lo hanno portato ad essere quello che è oggi. E oggi Instagram ha perso molto, quasi tutto, della sua mission iniziale e si è trasformato in uno strumento volto a fare business, marketing, pubblicità… soldi, complici alcune tendenze (come le seguenti 5) assecondate dagli utenti di tutto il mondo che ne hanno davvero compromesso utilità, etica e genuinità. 

1. La pratica del follow-unfollow

Non penso che siano necessarie spiegazioni. Almeno non più. La pratica del follow unfollow è ormai stranota a tutti, purtroppo, ed è sicuramente una delle tendenze di Instagram più odiate dagli utenti, quelli seri che devono subire le molestie da parte di persone e aziende (anche piuttosto note) che iniziano a seguirti, aspettano che tu ricambi e dopo poco tempo smettono. Inutile chiedersi “perché lo fanno?”. La risposta la conosciamo tutti nostro malgrado. Si cerca così di far crescereil proprio profilo ed aumentare i propri follower velocemente e a costo zero, aggirando il sistema e gli altri utenti che lo usano in buona fede. In realtà potrebbero comunque continuare a seguire almeno quelli che hanno ricambiato il follow e, invece, no. Il numero dei loro follower deve restare basso altrimenti come dimostrano di essere più bravi, più famosi e più fighi degli altri? Un TSO ci vorrebbe per questi cervelli malati, altroché! La loro sete di consensi e popolarità online li ha disconnessi dalla realtà. 

2. Seguaci e cuoricini: tutto si può comprare

E se c’è chi di spendere neanche a pensarci perché crede di aver risolto tutto con il follow unfollow, molti altri utenti di Instagram sono disposti a sborsare anche cifre considerevoli per aumentare visibilità e follower. D’altronde comprare seguaci e cuoricini è semplicissimo. Il web abbonda di siti Internet che vendono migliaia di seguaci e like per pochi euro. Il risultato apparente è l’aumento immediato del numero di follower e di cuoricini alle foto postate, senza fatica e senza sforzo. In realtà questi programmi (i cosiddetti Bot) aggiungono sì follower ai nostri account ma si tratta quasi sempre di profili falsi. Alcuni Bot mettono in vendita “real follower”, invece, dandoci l’illusione di comprare “persone” che saranno poi attive ma non è così. A questi seguaci a pagamento, pur ammettendone l’autenticità, non importa niente di quello che postiamo perché sono prese a caso senza criterio di selezione. In più, essendo questa compravendita vietata da Instagram, il profilo potrebbe essere bloccato con la conseguente perdita di tutto il lavoro svolto fino a quel momento. Ne vale la pena?

3. Nessuno scatta più le foto con lo smartphone

Gli utenti Instagram che scattano ancora foto con il loro smartphone in tempo reale sono sempre più pochi. La maggior parte degli Instagrammer ormai pubblica solo foto scattate utilizzando una costosa attrezzatura, fotocamere professionali, obiettivi di alta qualità… perfino le luci artificiali con lampade a luce continua e flash da studio e dopo averle accuratamente editato. Ovviamente il risultato non può che essere una foto perfetta in tutti i suoi dettagli che fa presa sull’utente e, scatto dopo scatto, lo conquista e fidelizza. Ma allora che senso ha restare ancora su Instagram per tutti quelli che sostengono e credono ancora nell’intento originario con cui è nata la piattaforma? Se ci sono fotografi professionisti o comunque amatoriali dotati di grandi possibilità economiche e strumentazione superiore alla media e tempo per un’accurata post-produzione non siamo un tantino sfigatelli noi a continuare a postare le nostre foto, che saranno pure originali e carucce ma restano umilissime al confronto? La verità è che Instagram ha perso genuinità e spontaneità. Niente resta delle sue buone e democratiche intenzioni iniziali. Come Facebook, è diventato ormai un posto per “ricchi”.

4. Instagram stories, ne avevamo davvero bisogno?

Ci ho messo parecchio tempo prima di iniziare ad utilizzare le Instagram stories. In alcuni casi è stato necessario perché espressamente richiesto per lavoro in occasione di blog tour, viaggi stampa ed eventi dove effettivamente hanno anche una certa utilità. Per il resto non è mai sbocciato l’amore tra me e le Instagram stories. In generale le trovo un po’ noiose e, anzi, mi preoccupano le modalità compulsive con cui vengono pubblicate. Sembrano solo l’ennesima trovata per farci passare (perdere?) più tempo sui social con l’illusione di fare qualcosa di figo, che in realtà soddisfa solo il nostro ego. Insomma, non ci cambiano la vita, questa è la verità, motivo per cui cerco di non esagerare e limitarne l’uso per condividere pensieri o momenti della mia vita che reputo degni di condivisione (ogni tanto ci metto pure stupidate eh, sono umana).

5. Il ritocco esagerato che ti cambia i connotati

Filtri. Filtri ovunque e ritocchi come se non ci fosse un domani. Tutti conosciamo i filtri di Instagram e tutti sappiamo che, ricorrendo a sfumature e luci particolari, le nostre foto, anche quelle meno belle, possono migliorare notevolmente e diventare dei piccoli capolavori con un paio di click. E farlo non è sbagliato! Io stessa utilizzo gli strumenti di ritocco di Instagram per migliorare la luminosità, vivacizzare i colori, aumentare la nitidezza e rendere le mie foto più accattivanti. D’altronde i filtri esistono per questo. Purtroppo, però, gli utenti di Instagram in gran parte, prima di postare uno scatto passano un sacco di tempo su Photoshop per modificare tutto ciò che è modificabile, compresi se stessi. Pancia gonfia? La sgonfiamo. Capelli bianchi? Li copriamo. Sedere cadente? Lo solleviamo. A tutto c’è rimedio nel meraviglioso mondo del fotoritocco e poco importa sei ci si ritocca a tal punto da essere irriconoscibili perfino a se stessi. L’importante è piacere agli altri e continuare ad accumulare like ad ogni costo. Perché sui social network, si sa, le apparenze contano. Più della sostanza.

Se dopo tutto questo ancora non ti è passata la voglia di usare Instagram, allora benvenuto nel club. Anche io, come te, continuo ad usarlo, nonostante tutto. Ma perché credo di avere dei contenuti di qualità da condividere che possano fare la differenza. Non è assolutamente facile emergere e diventare popolari e forse non è neanche necessario. Ciò che conta è produrre valore e avere una community, fatta di persone reali, che lo apprezzi e che sia felice di comunicare ed interagire con te, con sincerità e rispetto.

Io ci sono. Mi trovi qui:

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.