Contrattare può essere un’esperienza divertente quanto stancante. Dipende. Dal contesto, dal viaggio, dal venditore ma anche dalla nostra capacità di realizzare una contrattazione vincente. Nonostante l’idea folkloristica che si potrebbe avere, infatti, contrattare in viaggio presuppone la conoscenza di strategie da attuare e regole da seguire. Il mio primo approccio con la contrattazione in Thailandia è stata abbastanza sconvolgente ma mi ha anche insegnato a capire meglio una tradizione secolare che caratterizza molti paesi del Medio Oriente, dei Balcani, del sud-est asiatico e alcuni paesi arabi da generazioni e mi ha aiutato a stilare un elenco di 10 cose da sapere per contrattare in viaggio con successo. 

1. Dove si può contrattare

Sebbene la tradizione di contrattare sia molto comune in questi paesi, non è corretto pensare che si possa fare ovunque. La regola tacita generale ammette la contrattazione in tutti i mercati di strada, nei mercati notturni, nei bazar, nei mercatini delle pulci. Non si contratta, invece, nei centri commerciali e negozi di marca dove si applicano prezzi fissi oppure fuori dalle aree turistiche, nei piccoli centri dove ci sono pochi turisti e che vendono già a prezzi più bassi.

2. Controllare i prezzi dei negozi

Se vi interessa fare veri affari e non il semplice sconto sui souvenir, la cosa migliore da fare prima di affrontare una contrattazione è fare un giro nei negozi che, come dicevamo, applicano prezzi fissi, cercare l’oggetto che si vuole desidera e controllare il prezzo per poi andare in un mercato e contrattare per comprarlo ad un prezzo minore. Ovviamente nella contrattazione bisogna offrire un prezzo più basso di quello visto nel negozio a prezzo fisso finché nel gioco di ribasso e rialzi compratore e venditore non troveranno un punto d’incontro, soddisfacente per entrambi.

3. Sorridere e non arrabbiarsi

Fondamentale durante la contrattazione è mantenere calma e tranquillità. Non bisogna mai agitarsi per nessun motivo e ricordarsi di sorridere sempre. Non solo se ottenete ciò che volete al prezzo che volete ma anche se il venditore sembra pretendere cifre ridicole. Soprattutto nei paesi del sud-est asiatico, comportamenti aggressivo e reazioni scomposte non piacciono a nessuno e creano molto imbarazzo e dispiacere nel venditore che vi considererà sleali e incapaci di controllarsi.

4. Non fare i “taccagni”

Cerchiamo di essere onesti con noi stessi. Contrattare in viaggio può essere simpatico ma ricordate che le persone che stanno cercando di vendervi qualcosa non sono dei pagliacci che si divertono ad intrattenervi. Se non intendete comprare nulla, inutile prenderli in giro con una contrattazione non porterà a nulla.Allo stesso modo, non bisogna tirare troppo la corda e pretendere ad ogni costo di pagare un dato oggetto al prezzo che avete in mente, soprattutto se, diversamente da voi, il venditore conta sul quel guadagno per vivere e far vivere la sua famiglia.

5. Mostrarsi un po’ dubbiosi

Il buon senso è, quindi, sempre da tenere in considerazione. Per il resto, contrattare con successo ci autorizza a mettere in campo trucchi e strategie per accaparrarsi qualcosa ad un prezzo conveniente o quantomeno giusto. Un comportamento quasi sempre vincente nella contrattazione è mostrarsi dubbiosi, in silenzio di fronte alle insistenze del venditore oppure allontanarsi, fingendosi disinteressati. Quasi sicuramente sarete richiamati e il prezzo scenderà e si avvicinerà a quello desiderato.

6. Quando andare a fare compere

Non c’è un momento preciso per contrattare. Ogni orario è buono. Tuttavia, l’ideale sarebbe andare al mercato al mattino di buon’ora e cercare di essere i primi. Il motivo è più che altro basato sulla credenza molto diffusa che il primo cliente del giorno porti fortuna e, di conseguenza, buoni guadagni. In Thailandia, se siete i primi a comprare qualcosa da un venditore, vi potrebbe capitare, dopo l’acquisto, di vederlo intento a “colpire” la mercanzia con il vostro denaro in segno di benedizione.

7. Non dire subito cosa si vuole

Un trucco che funziona sempre per abbassare il prezzo di un oggetto che vi piace è quello di fingervi interessati ad altro agli occhi dei venditori, facendo domande su altro che in realtà non intendete acquistare rispondendo ripetutamente che il prezzo è alto e solo alla fine, volgere lo sguardo verso l’oggetto del desiderio per chiedere quanto costa. Il venditore, vista lo sviluppo della contrattazione, non potrà che dirvi un prezzo più basso rispetto a quello proposto precedentemente, considerando che lo avete definito “caro”.

8. Quando sei arrivato?

Anche i venditori hanno i loro “sistemi” comunque. Ad esempio, vi potrebbe capitare di ricevere domande come “da quanto sei qui?” oppure “quando sei arrivato?”. Voi penserete che si tratta di una domanda di cortesia che i venditori fanno ai turisti per rompere il ghiaccio, invece, serve loro per sapere se siete appena arrivati e quindi avete ancora una buona disponibilità economica o se, diversamente, siete agli ultimi giorni e vi è rimasto poco da spendere.

9. Contrattare ogni singolo pezzo

La cosa migliore da fare è contrattare singolarmente ogni oggetto che si intende acquistare anche se in realtà vi interessano più cose tra quelle in vendita. Così, una volta conclusa la prima contrattazione, potete passare alla seconda, chiedendo uno sconto. Non fate capire subito che volete comprare molte cose, peraltro da un unico venditore ma controllate i vari prezzi offerti per lo stesso oggetto dimostrando che siete dei compratori abiti e con familiarità nella contrattazione.

10. Non tirarsi indietro all’ultimo

Tra le cose da sapere su come contrattare in viaggio, questa è forse una delle più importanti perché ha a che fare con la serietà e il rispetto dell’altra persona. Contrattare può sembrarvi una pratica comica ma ha anche una certa sacralità. Per cui se, dopo le vostre ripetute richieste, il venditore accetta l’ultimo prezzo, non ci si può più tirare indietro e andarsene senza comprare niente. Significherebbe fare una clamorosa figuraccia!

Scritto da:

Marianna Norillo

Viaggio, scrivo, sogno. E poi ricomincio. Perché viaggiare è come vivere più vite in un solo corpo. Scrivere significa viaggiare anche quando il viaggio finisce. Sognare dà forma a nuovi viaggi e nuovi racconti e, viaggio dopo viaggio, racconto dopo racconto, il mondo cambia.